10 cose (o quasi) orrende sul Natale.

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Non facciamo in tempo a spostare la maschera di Halloween che abbiamo pigramente riposto sulla sedia insieme alla montagna di maglie e pantaloni che già cominciano ad occhieggiare nelle vetrine le prime luci colorate. Il Natale è la più grande sorgente di stress emotivo che l’umanità abbia ideato, con tutto il suo carico di gioia immotivata, sorrisi falsi e abbracci stomachevoli. Del Natale non si dovrebbe parlare male, perché è come criticare un genitore, ma in fin dei conti parliamo male anche di loro. Ogni anno siamo costretti ad un repertorio di frasi orrende che spaziano dal “se non ci vediamo per Natale, tanti auguri” a “trascorri un Natale sereno”. E’ naturale che a qualcuno venga voglia di rispondere “a te e famiglia” in un circolo vizioso di brutture stilistiche che farebbero inorridire tutti i padri della nostra tanto bistrattata lingua. Ecco perché, ogni anno mi ritrovo a spuntare le cose che odio di più del Natale, una specie di calendario dell’avvento cinico. Ecco i punti. 

L’entusiasmo per la corsa ai regali è paragonabile solo a quello di alzarsi dal divano la domenica pomeriggio. Le ore imbottigliati nel traffico sono l’occasione per ripercorrere tutto il repertorio di imprecazioni di nostra conoscenza e formularne anche di nuove.

basta il pensiero”, ma per formularlo servono i neuroni! Il regalo deve piacere al ricevente, non a chi lo compra perché altrimenti sono costretto ad equilibrismi diplomatici per non mandarti a quel paese che mi lasciano sfinito peggio della digestione post 26 dicembre.

Ma che bello rivederti proprio a Natale!”… e nel mentre pensi che piove sempre sul bagnato. In questo periodo si incontra chi torna in città per le vacanze di Natale e si scopre di colpo che non ti sono mancati per niente!

La battaglia senza quartiere all’addobbo casalingo più raffinato. Gente che non vede l’ora di mostrarti l’albero che sembra, a parer loro, appena uscito da una copertina di Vogue ed invece ci si ritrova a pensare che la cosa che somiglia di più a quell’albero di Natale è lo scarabocchio di un bambino.

Le serate a giocare cacciano fuori tutto l’odio viscerale che possiamo nutrire per il genere umano. Ho visto le menti migliori della mia generazione tirare fuori espressioni da dittatore sanguinario all’ennesima vittoria al mercante in fiera del solito fortunato

Il panettone artigianale non sono riuscito a comprarlo perché in banca non mi hanno concesso il mutuo!

Il parente simpatico come un’estrazione dentaria senza anestesia che il destino avverso ha regalato a tutti noi. I pasti in famiglia in cui inevitabilmente ci capita vicino quello che ha il compito di metterci in imbarazzo con domande indiscrete sulla nostra vita sentimentale o lavorativa. Il tutto sotto l’occhio vigile dei datteri posati sul tavolo e che nessuno mangerà.

La poesia di Natale del più piccolo di famiglia che richiede alla fine una standing ovation che nemmeno alla notte degli Oscar.

A Natale siamo tutti più buoni. Ogni volta che lo sento devo prendere un analgesico perché proprio non riesco a comprendere come tutta la meschinità di un anno debba annullarsi in un giorno per mera convenzione sociale

Le liste sulle cose più odiose del Natale perché odiare questa festa fa tanto alternativo. Ricordatevi che detestare davvero questa festa significa non dire mai “Grazie, era proprio quello che volevo” quando l’unica cosa che vuoi realmente è arrivare al 7 gennaio senza dover ricorrere al terapista!

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