…ARRIVARE IN PARADISO

Pensieri e azioni irriverenti e molto poco seri di due “amirelle” (ndr amichesorelle)

Partiamo da due presupposti:

1. “il Paradiso può attendere”

2. prima o poi dovremo tutti trovarci di fronte ad un funzionario di nome Mr Jordan. E così qualcuno di voi avrà già capito a chi dedichiamo questi nostri pensieri irriverenti.

Troppo banale e pericoloso consacrare queste astruserie all’Alighieri che pure prima di arrivare in Paradiso ci ha deliziato con avventurose e popolose terzine incatenate di endecasillabi (mica pizza e fichi eh?).

Ci abbiamo pensato un po’ e abbiamo deciso di rivolgere affettuosamente questi nostri pensieri sconclusionati a Warren Beatty e Buck Henry  che nel 1978 girarono il fantastico film intitolato proprio così “Il paradiso può attendere”, per giunta un remake  de “L’inafferrabile signor Jordan” A.D.1941 con Robert Montgomery, altro destinatario delle nostre dediche, perché noi siamo personcine educate che non dimenticano nulla. Il signor Jordan è il funzionario del Paradiso che attende gli ospiti.

Ve lo ricordate quel gran…pezzo d’uomo (di figo, ndT) di Warren Beatty con le grandi ali bianche di angelo? Se non lo avete presente andate a vedere il film…era veramente carino (il film e Warren Beatty) tanto che facemmo la fila per andarci d’estate in un cinema scalcagnato…nel 1978…26 anni in due..posti solo in prima fila e quindi torcicollo assicurato.  

Prima di scadere miseramente nel “come eravamo” e aprire un altro capitolo dedicato a Pollack, ci vuole un assertivo “E dunque!”, che scuote dall’amarcord e ci fa cominciare.

Arrivare in Paradiso, per quanto si desideri far attendere il signor Jordan il più a lungo possibile, rimane in assoluto l’impresa più ambiziosa in termini di difficoltà e prove da superare, più che la meta agognata.

Non a caso, le agenzie di “viaggio”, recentemente, hanno preferito specializzarsi migliorando la comfort zone della dipartita, una sorta di “che la terra ti sia lieve” perché “del dove non c’è certezza”, visto il trend delle ultime borse del turismo orientato verso luoghi decisamente più esotici.

Infatti, chi sceglie di rinunciarvi, a fronte degli immensi sacrifici da sopportare, opta per una breve permanenza in quelli che vengono considerati paradisi, per quanto effimeri, sulla terra, dai fiscali ai balneari poco importa.

Effettivamente, se già dal primo vagito, quando al curriculum viene assegnato un punteggio di zero virgola qualcosa di penalità per ogni nottata insonne procurata alla genitrice (a meno che non ti chiami Leone Lucia Ferragni), e fino al suono del gong finale, si immagina che ogni azione, pensiero e respiro, come minimo, dovrà essere farcito delle tre virtù teologali, anche il più votato si scoraggerebbe.

Aggiungendo i pellegrinaggi, locali e fuori porta, i digiuni e le astinenze, livello due della devozione, il desiderio comincia ad affievolirsi insieme alla speranza. E con la fede e la carità cosa si realizza? Bastano per la scalata che conduce ai fiumi di latte, alle arpe melodiche e al miele come tonico epidermico?

Probabilmente funzionano da coadiuvanti, sostengono nelle prove, stimolano i buoni propositi, ma da questo a guadagnarsi l’entrata, l’ascensione è davvero onerosa. Rimane il fatto che fare la differenza sulla terra rappresenta il requisito di base sul quale costruire il famoso curriculum che, badate bene, a nostra insaputa è già on-line, anzi su Instagram, in sala parto. E quando ci si rende conto, il pallottoliere da tempo sfiora l’extra-point invocando le adeguate manovre correttive. Partire svantaggiati, difatti, non solo richiede maggiore impegno ma incute una sorta di scoraggiamento al quale far fronte con la fede.

Il primo atto di fede serio, che cumula bonus, è l’abbonamento trimestrale a Radio Maria (modus on air) e ad Antenna 2000 per il satellitare (meglio di Al Jazeera che prende anche durante l’Apocalisse). La programmazione è talmente fitta che pur perdendo il rosario delle 5 a.m. (altro che Clarisse) si rimedia con quelli che, in cielo e in terra, ogni 45 minuti vengono recitati in ogni parte del globo a turnazione cadenzata (con buona pace di quelli che ne approfittano per imparare le lingue straniere grazie al servizio celeste offerto h24). A dispetto di gallerie e trafori, compreso il San Gottardo, pur appartenendo alle trasferte fuori porta e al territorio svizzero.

E se fede deve essere, pure le previsioni del tempo insegnano il buon esempio al misero mortale: “bel tempo si spera” alle ore 7.30 (ancora meglio di cuglietta nostro)  riesce ad accendere anche quella piccola speranza che come accennavamo, è la prima a disertare insieme al desiderio di paradiso.

L’abbonamento a Radio Maria che a breve comprenderà persino le cartelle di Equitalia, è l’unico a cancellare parte delle mancanze cumulate nella prima infanzia e adolescenza, a meno che non vi siate macchiati a 10 anni dei crimini più violenti come nascondere l’Iphone di vostra madre mentre si doccia o leggere i messaggi del pater familias con la segretaria.

Una volta azzerato il curriculum, seppur parzialmente, si pone la scelta: guadagnarsi il paradiso o partire per le Maldive? Per la seconda opzione si segue il percorso iniziale ricordando che, almeno alle feste comandate è opportuno passare per i luoghi di culto, moschee comprese, perché se non deve essere paradiso di certo sarà una delle due destinazioni in appendice del catalogo e conviene mostrare un minimo di pentimento.

Per il paradiso, invece, occorre un doveroso momento di riflessione e la soluzione di un quesito cruciale. Ammesso di aver collezionato pubblicazioni e meriti sul campo che San Michele Arcangelo sembra il chierichetto della messa vespertina; ammesso di aver scongiurato colpi di stato e rapine a mano armata; ammesso di aver fermato Trump e il coreano che minacciavano di giocare a battaglia navale; ammesso di aver ricevuto la medaglia per la pace, il Nobel e il Grammy Awards e l’enciclopedia delle giovani marmotte; di aver riportato il PIL al posto suo e recitato un gloria e l’eterno riposo per tutte le balene fiocinate nel Mare del Nord; ammesso di aver ammesso tutte le bugie, gli atti impuri che sfuggono nei momenti più difficili della vita terrena….dopo tutti ‘sti ammessi, visti e considerati…

MA VOI SIETE SICURI DI VOLER ARRIVARE IN PARADISO?

Il quesito può apparire banale, non a caso lo si pone prima e non dopo aver cumulato tutti i benefit (si trattava di simulazioni), altrimenti, più che la dimora divina si meriterebbe lo spazio psichiatrico, ma è assolutamente pertinente.

Innanzitutto, chi trovate in paradiso? Ve lo siete mai chiesto? Vi siete domandati se, dotati di alucce bianche piumate e cetra pinzante che manco Nerone ve la schioda più dalle mani, appena varcata la soglia, tra le nuvole di zucchero, vi si para davanti il vostro capufficio o la portiera o il coinquilino del terzo piano o l’amante di vostra moglie o vostro marito? Siete certi di voler condividere l’eternità con chi vi ha leggermente scartavetrato le rotondità in pre-mortem?

É bene ricordare che i parametri terreni divergono decisamente da quelli del nuovo capo-condomino, quindi il rischio di trovare presenze indesiderate sale evidentemente.

Si entra con merito, non basta aver ricoperto tutte le cariche assegnate e ad honorem, non conta se gli altri ospiti a voi risultino inadatti,  non vi aiuterà il confronto tantomeno il bilancino pesa virtù.

E tutte le prove che presenterete per dimostrare che il fedifrago sostava con la legittima, o la portiera vi sbatteva il tappeto appena entrati nell’androne, oppure il capufficio vi spediva in missione di venerdì pomeriggio, non sortiranno alcuna persuasione nell’Altissimo.

Non simulate proteste e non allestite sit-in perché le spese di vitto e alloggio sono a carico delle questue domenicali in tempo di austerity, ragion per cui e al limite, non vi resterà che trascorrere il tempo a polemizzare sui requisiti d’accesso sottraendo il piacere dell’ozio proprio ora che non sentirete più parlare della Fornero (accade quando pensione e dipartita coincidono, non sempre, ma accade).

Non è finita qui: siete sicuri di svolgere le mansioni alle quali sarete assegnati? Divulgare grazia e bellezza, ragione e verità sempre con ste alucce piumate e sta cetra stonata che, dite la verità la musica non è il vostro forte? Ovviamente secondo un look studiato per gli eventi a tema, almeno uno a settimana? É vero che avete a disposizione, night and day, circuiti di SPA e fitness da squalificare il GP di Singapore, ma il sentimento di dedizione rappresenta un requisito d’accesso in loco. Certo, senza gravità la fatica costa poco ma non credete di poter bighellonare tutto il tempo.

Non meno importante è la gerarchia che scalerete all’interno per fare carriera se ne avete voglia. Tutti i giorni un call center vi prospetterà il piano di accesso ai vari cieli e il referente del sito d’appartenenza. Se difficilmente incontrerete serafini e cherubini, un angelo vi tocca di diritto. Uno tanto bello e tanto buono da fare schifo, uno che vi risponde sempre educatamente e sorridendovi, uno che trovate sempre vicino anche quando desiderate stare un po’ da soli.

Siete certi di sopportarlo se per una vita il personaggio più mite con il quale avete avuto a che fare è stato il presidente del comitato di quartiere durante il torneo di calcio a 5?  E se considerate che l’angelo è pure messaggero, una missione prima o poi vi toccherà. In fondo non è che in paradiso si alloggia a sbafo e poi bisogna promuovere la location e redimere i peccatori.

Ecco perché pensare a tutti i vincoli, tante volte non fossero sufficienti quelli per accedervi, è cosa buona e giusta prima di definire la destinazione. Certo si possono scegliere anche missioni di pace, dissuadere i bellicosi, salvare i bambini, distribuire cibo ai poveri, redimere i violenti senza che nessuno sappia chi siete e senza social al seguito.

Come se all’improvviso qualcuno impedisse le distruzioni, le invidie e gli orrori. Scusate ma cominciavamo a sognare anche se non costa nulla.

Allora stavamo dicendo…decidete dove volete andare che non è che vi raccontiamo 1001 modi per accedervi e poi scegliete l’Inferno?

Che se ci pensiamo bene…mumble mumble…dunque, per l’Inferno…ma la strada per questo …la conosciamo tutti benissimo! Non spingete per la miseria!

 

Tante care cose e tanti auguri dalle Sòreche (ndr sorelleamiche)

 

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1001 MODI PER…

 

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