I CINQUE STELLE, GLI ANTAGONISTI, IL PD NEMICO UNICO

Ugo Maria Tassinari

Condivido in pieno il ragionamento di Rossano Cervellera e aggiungerei altri argomenti per rivendicare la qualità superiore della battaglia politica nella Prima repubblica. Una nostalgia animata non solo dal rimpianto di un tempo in cui, senza essere eroi, eravamo giovani e, chi più chi meno, belli. Eppure mi tocca segnalare un paradosso evidente in una campagna elettorale assolutamente fiacca e inconsistente.

Le uniche forze che in questi giorni praticano modalità e forme di espressione politica da anni ’70 sono gli antipolitici del Movimento 5 Stelle, che riempiono le piazze, e gli antagonisti dei centri sociali che svuotano le strade con cortei aggressivi e minacciosi per impedire l’agibilità politica dei movimenti neofascisti e xenofobi.

É di ieri il comizio in piazza a Lauria di Alessandro Di Battista: una sfida esplicita a Gianni e Marcello Pittella. Sono arrivati attivisti da tutta la regione e un bel po’ di gente anche dai paesi vicini, che hanno colto il messaggio forte e chiaro dei grillini: il segnale di insofferenza popolare comunque è evidente.

 

Sempre ieri, a Napoli, gli antagonisti sono tornati in strada, dopo gli scontri violenti di domenica sera alla stazione con la polizia, che difendeva il diritto di CasaPound a tenere una manifestazione elettorale ed è stata attaccata con un lancio di bombe carta. Il corteo “contro le violenze della Questura” si è concluso a via Santa Brigida, sotto la sede del Partito Democratico. Per ribadire, ove mai ce ne fosse bisogno per i duri di comprendonio, che il nemico principale è uno solo. Il PD.

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