City of Potenza Park

Per arrivare dal centro di Denver al quartiere di Washington Virginia Vale bisogna prendere un autobus e una metro; il tragitto dura poco meno di un’ora e per otto mesi all’anno potreste trovare la neve fino alle ginocchia e temperature che arrivano a -30° C. Washington Virginia Vale è una zona residenziale sulle sponde del fiume Cherry Creek e ospita il City of Potenza Park, il “Parco Città di Potenza”, un’area verdissima, pianeggiante, con giostrine qua e là, frequentato da amanti del jogging. Che cosa ci fa un parco dedicato al nostro capoluogo in una metropoli statunitense? 

Lo spiega la targa che accoglie i visitatori: il parco deve il nome a una delle città gemellate con Denver, una cartina dello Stivale stilizzata ne indica l’ubicazione e una foto un po’ retrò riporta uno scorcio della città. È la stessa città, continua la descrizione, che ha dato i natali ai coniugi Losasso, ritratti in una foto, due dei tanti immigrati arrivati nella metropoli nel 1880, durante la prima grande ondata migratoria di italiani verso il Colorado. 

È una tappa obbligatoria per chiunque voglia ripercorrere la storia dell’emigrazione dalla Basilicata perché partendo da qui scoprirà che il Colorado è una miniera di storie in cui filo rosso dell’identità lucana (e nello specifico potentina) si è mantenuto vivo e solido nel tempo.

In questo viaggio si potrebbe scoprire, per esempio, che tra gli uomini più ricchi dello Stato c’è un discendente di immigrati lucani che ha fatto fortuna fondando un’azienda casearia e si è affermato in tutti gli Stati Uniti come produttore di riferimento di mozzarelle. Frequentando la Società Dante Alighieri e il Dipartimento di Italiano della University of Denver ci si affaccia su un mondo di instancabile entusiasmo e collaborazione nella promozione della nostra lingua e delle nostre tradizioni che coinvolge tutte le fasce di età: dagli universitari agli anziani, tutti accomunati dal desiderio di conoscere e onorare il proprio patrimonio culturale di origine. 

Allo stesso modo, si potrebbe scoprire che una delle società più influenti della città è la Loggia Potenza che nella sua pagina web si presenta come “Società Nativi di Potenza, Basilicata” fondata nel 1889 con lo scopo di “aiutare gli emigrati provenienti dalla Basilicata […] a familiarizzare con gli Stati Uniti e socializzare tra loro.” I loro eventi sono un mix di tradizioni statunitensi e italiane, protestanti e cattoliche, dove sacro e profano si mescolano perfettamente, lasciando, però, ampio spazio alla devozione a San Rocco, festeggiato con profonda venerazione. 

Proprio per via di questo vivido senso di appartenenza mai scemato non sorprenderà che in Colorado sia nata la Italian Citizenship for Dummies, società che si occupa di far acquisire la cittadinanza italiana iure sanguis ai discendenti di immigrati italiani. L’agenzia negli ultimi anni ha registrato un picco di richieste, in corrispondenza della crisi economica e dell’elezione di Trump – ipse dixit- e questo è sintomo non solo della voglia di maggiori opportunità ma anche della necessità di vedere riconosciuto legalmente questo sentimento di appartenenza così orgogliosamente tramandato negli anni.  

Le storie di lucani di ieri e di oggi in Colorado potrebbero portare a pensare che un mosaico variegato e unico come la propria identità è forse più facile decifrare se lo si guarda da lontano, se viene messo in discussione e inserito in un contesto diverso.  

Sulla targa del City of Potenza Park si legge anche: “I parchi di Denver portano il nome delle città gemellate per onorare e rispettare l’impegno delle comunità nella promozione della pace attraverso il rispetto reciproco e la comprensione e della cooperazione attraverso il coinvolgimento della cittadinanza e la partecipazione della comunità”. Basterebbe questa targa a ricordarci chi siamo e che siamo tutti un po’ migranti. 

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