CRONACHE SEMISERIE DAL FUTURO… DI YANEZ DE GOMERA

I fratelli Pittella a cena con le sorelle Carlucci, De Ruggieri e Verri che, a capodanno, si baciano come Breznev e Honecker, Berlusconi che celebra ad Arcore la sua unione civile con Renzi, Speranza (il lungo) che vince lo zecchino d’oro cantando insieme al pacioccone (Folino), Lacorazza che finalmente trova pace tra le braccia di hyperbros, insieme festeggiano il ritorno del Pds.

Intanto, un(a) Rosa fiorisce a destra nel grembo di mammina Meloni, i Cinquestelle diventano comete lunghe lunghe, con le code luminose e scintillanti dei nuovi aspiranti premi oscar della politica.

Caiata compra il Milan in saldo e Salvatore Margiotta, come il Conte Mascetti, porta a spasso un orso al guinzaglio lungo i corridoi della Rai in viale Mazzini.

Viceconte e Taddei si ritrovano come i fratelli Duke, dopo la scommessa persa: senza la poltrona per due. Cosimo Latronico, vestito da Pericle, si fa eleggere satrapo della Magna Grecia. De Filippo fonda una scuola filosofica, da Sant’Agostino a Sant’Arcangelo il passo è breve, e Filippo (Bubbico) si candida alla Regione promettendo un tablet in ogni casa.

Il 2018 lucano, anno di elezioni e di speranze, sarà elettrizzante come una festa di Jep Gambardella, con personaggi strepitosi e artisti di emozioni pronti a lanciarsi con la testa contro il muro affrescato della Cripta del peccato originale.

L’Eni non inquina più, per la gioia dei conti regionali, neri come il petrolio che non si estrae. L’Unibas, la Sanità, gli operai forestali, i comuni in dissesto, i progettisti di attrattori turistici fanno festa, senza quelle gocce di sangue di sottosuolo dovrebbero firmare il biotestamento.

L’Itrec di Rotondella trasforma il cloro esavalente in energia pulita, mentre a Matera arriva il Frecciarossa e all’aeroporto di Pisticci atterrano i Boeing. Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, dopo aver nazionalizzato l’Ilva, avanza lungo la Murgia alla conquista dei Sassi su una littorina delle Fal lanciata alla velocità supersonica di 70 km/h.

La Regione stipula un accordo con la Rai per i prossimi 131 anni: sarà capodanno a vita in ogni comune, borgo e frazione della Basilicata mentre la 103enne baronessa Filiguelli de Bonchamp, mascotte della megaditta fantozziana, sfrutta la zona franca e apre una succursale in Valbasento: produrrà piante di ficus per gli uffici dei megadirettori naturali e dei loro figli.

E c’è lavoro per tutti. Stabile, duraturo, ben retribuito, con il reddito di cittadinanza. Qualcuno nuota nell’acquario degli impiegati precari della Regione, altri aprono case vacanze pure a La Martella, altri ancora fanno i giornalisti, ché l’Ordine ha bisogno delle quote di iscrizione.

I greci arrivano coi barconi sulle sponde della diga di Senise portando con sé il cavallo di Troia. Risalgono la Basilicata dal Basento fino al capoluogo. E poi coast to coast: dal volo dell’aquila a quello dell’angelo planando sopra boschi di braccia tese fino al tempio di Apollo Licio.

Se ne vanno, non torneranno più. A Matera, non più provincia della Palestina, girano l’ultimo capitolo di Star Wars mentre il Ponte Musmeci di Potenza, su indicazione di Alberto Angela, viene all’unanimità elevato ad ottava meraviglia del mondo moderno.

Basilicata, che bello.

E il 2019 deve ancora venire…

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