DI MATRIMONI REALI E PARTITE DI PALLONE

Rosanna Santagata

Sì, lo confesso, sabato mi sono sentita una di loro. Insomma, un po’ Kate e un po’ Meghan (e non fate battute cattive che vi sento), a scelta.

 

Perché ‘sti Windsor sono umani proprio come noi!

E no, non perché l’ultimo dei rampolli sulla piazza ha sposato l’americana più grande di lui, borghese e separata, attrice e afroamericana, femminista e attivista, scrivono, ma senza che questo le impedisca di inciampare mani e piedi nella favola di Cenerentola e in tutta quella cascata di privilegi (oltre che di diamanti – ma dico: avete visto che tiara, e quel bracciale di Cartier, pare solo in prestito, però) perché l’amore quando capita capita e, come si sa, anche se è cecato, o forse proprio per questo, mette le cose nella giusta prospettiva.

Il vero momento di comunione, quasi di intimità con questi doppiocognomati e plurititolati, con queste nobildonne che a scuola seguono corsi su come indossare con dignità abiti pastello e cappellini stravaganti sembrando credibili, l’intimità, dicevo l’ho avvertita di colpo quando mi ha fulminato la notizia che a metà del ricevimento per il wedding dell’anno, i royal males, ex scapolo d’oro ormai ammogliato compreso, hanno baciato figli e consorti e si sono appartati nel salottino più defilato per seguire un’importate partita di un qualche importante trofeo di calcio.

Oh che sollievo non sentirsi più sola e sfigata a dover sopportare che prima di ogni impegno familiare, prima di ogni pianificazione di fine settimana, cena o pranzo fuori, prima di tutto venga il sacro pallone!

Che piacevole sorpresa essere idealmente in compagnia di Kate e Meghan, a fare pettegolezzi in cucina mentre in salotto i maschi urlano contro un televisore (magari questo i royal males non lo fanno proprio come i ruspanti tifosi italiani, si tratta pur sempre di reali, inglesi per di più).

Certo le ladies ieri avranno commentato l’abito Givenchy della sposa, e l’outfit di Sua Maestà la Regina Elisabetta (che Dio la protegga in salute e a lungo!), mentre noi mortali ci scambiamo opinioni sugli ultimi acquisti all’outlet del Cilento, e poi ci tocca pure sparecchiare il buffet preparato per l’intervallo e l’immancabile dopo partita, mentre Meghan sfreccerà sulla Jaguar di fianco a quel po’ po’ di figo in smoking, che le apre la portiera con lo sguardo sempre più rapito.

Ma quale consolazione sapere che per quanto amazing lui l’abbia trovata all’arrivo in chiesa (ah, che romantico, quel sussurro a fior di labbra, occhi negli occhi!), e per quanto amazing lei fosse davvero, niente e nessuno ha il potere di attrazione di quel dannato pallone in quello smisurato prato verde.

Neanche se sei la più bella del reame e hai sposato il principe azzurro più desiderato del pianeta!

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