DIRÒ ANCH’IO PER CHI VOTO. MI AUTODENUNCIO ED ACCETTO LA SOLLECITAZIONE DI GIAMPIERO D’ECCLESIIS

Gianfranco Blasi

Una notte insonne, qualche sera fa, mi ha messo sulle tracce di Pericle e di Henri-Frédéric Amiel.

In realtà, il merito non è tanto del sonno che non veniva quanto di due miei amici potentini. La poetessa Lucia Di Tolla e del carissimo Rocco Chiriaco, intellettuale cattolico e ambientalista della prima ora. Entrambi, ne sono certo, si sono mossi, dall’osservazione di questa strana campagna elettorale ed hanno citato i due personaggi, di epoche storiche così diverse, per segnalare lo stato di malattia grave in cui versa la democrazia italiana ed occidentale.

Proprio Chiriaco ha postato  una celeberrima riflessione del critico svizzero, tratta dal suo “Diario intimo”. Amiel visse intensamente a cavallo del secondo Ottocento, viaggiando molto e conoscendo a fondo l’Europa post rivoluzione francese.

La critica che fa della democrazia è feroce: “la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo  dell’appiattimento.”

L’esatto contrario è nel testo, pubblicato su Facebook dalla Di Tolla. Lei sceglie il celebre discorso di Pericle, politico, oratore e militare ateniese, rivolto ai suoi concittadini sul tema della democrazia. Un discorso tenuto in commemorazione dei caduti del primo anno della guerra del Pelopponeso (431 a.C.), riportato (o ricostruito) da Tucidide. (Mi scuso con i lettori per le citazioni…)

Si tratta, da parte di Pericle, di un’ idealizzazione estrema del concetto di democrazia, lontana dall’applicazione reale della politica concreta.

Tuttavia, il recente appello dello scrittore Andrea Camilleri agli studenti liceali, di “costruirvi il futuro, di rifare la politica, perché voi siete giovani e potete permettervelo”, è splendidamente sottolineato dall’invito di Pericle alla moralizzazione della politica stessa, per cui “un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private”.

Di particolare interesse e modernità anche la riflessione finale di Pericle che parlando di Atene, che in quel momento storico esercita un’egemonia incontrastata nel mondo greco e non solo, ricorda che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero, a differenza invece di quanti oggi, tanti, troppi, auspicano nei confronti delle nuove migrazioni.

La sintesi delle due analisi ci riporta alla stretta attualità. Nel primo caso, i difetti della democrazia. Nel secondo, i suoi pregi. Certo, ad Amiel, cui potremmo riconoscere oggi anche una certa qual visione profetica, non manca, di contrappunto, una concezione conservatrice. In realtà le differenze, le disaffinita’, il valore, il merito finiscono per ricomporsi nel discorso paolino delle membra e dell’unico corpo.

Cioè, siamo diversi e complementari. Ergo, la democrazia, in uno stato liberale, deve riconoscere le capacità dell’individuo, ma anche la costruzione di una società equa e solidale.

Davanti al discorso di Pericle sulla democrazia, naturalmente, ci togliamo il cappello, anche se il burian imperversa. Ma non dimentichiamo di ricordare che sia lui che Socrate furono attaccati e sconfitti attraverso l’uso politico della magistratura di allora. Altra arma tattica utilizzata da molti fanatici ed illusionisti della strapazzata democrazia.

Allora, per rispondere alla corretta sollecitazione del mio amico Giampiero D’Ecclesiis, dirò anch’io per chi voto. Ho scelto un’area politica garantista, liberale, che si ispira al personalismo comunitario. Con cento difetti, che sono tutti i miei, voto per Noi con l’Italia.

 

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