EROI NUOVI, DIPLOMAZIA VECCHIA

Luciano Petrullo

Un problema vecchio quanto il degrado della politica rimane quello delle pluricandidature, quando cioè un cosiddetto big si candida da più parti per essere sicuro di arrivare in parlamento.

Il fenomeno consente che un personaggio della politica, del quale evidentemente non può farsi senza, si candida al suo paesello e viene bocciato ma ce lo ritroviamo lo stesso a Roma perché una ulteriore candidatura blindata, da qualche parte che ha a che fare col personaggio come un mazzo di carte con un pappagallo ipovedente, ne ha consentito la elezione.

Quindi la bocciatura non vale, viene capovolta e diventa vittoria. Un trucco, niente altro, uno squallido trucco per alterare quel poco di volontà popolare residuata.

Ma quante ne pensano i politici, oppure, e chi li frega!

Sarà anche per questo che buona parte del popolo italiano, consapevole che la fila davanti la porta del potente non paga più, nè vale la pena arrivare con le mani piene tanto da dover bussare coi piedi, affrancato dalla servitù ma debilitato dalla crisi di lusso e di inutile cui è costretto, ha votato per i nuovi eroi.

I nuovi eroi, poi, hanno, da un lato, dismesso l’incazzatura e imbracciata l’artiglieria della diplomazia, dall’altro fatto i conti con il profumo del potere, rimanendone fatalmente inebriati.

E così con l’andatura dei brilli, ma con lo sguardo di chi è sicuro del fatto suo, hanno dato inizio alle prove generali di maturità.

Certo, un po’ d’aria fresca ci voleva, ma il timore che diventi presto stantia di nuovo è grande.

Siamo tutti col fiato sospeso, in attesa che un governo venga su, per fare una legge elettorale, riportare il lusso, l’inutile e vacanze extra, il lavoro e il benessere, curiosi, un po’ tutti, di vedere il nuovo a braccetto contro il vecchio, e cioè, M5S e Lega core a core verso la distruzione del vecchio potere.

Ma sarà poi tutto davvero nuovo? Tenendo conto che sempre in Italia siamo, che quando si crea ampio consenso qualcosa puzza e che in Italia il nuovo significa troppo spesso una finta rivoluzione (Renzi insegna), è il caso di rimanere cauti e continuare a contare su una vincita al superenalotto che, in quanto sogno, appaga più di un Di Maio con l’aureola o di un Salvini col Vangelo.

Per il reddito di cittadinanza sono in preparazione un paio di tomi su come costruirlo, tipo metodo del castello di carte o di sabbia e non farlo rovinare e sulle modalità di accesso. Quanto alla flax tax si comincerà con l’abolire la parola tassa per sostituirla con quella più dolce di contributo alla ricostruzione da parte di un popolo responsabile, CRPPR, per farla breve.

E adesso vai con la banda che si è fatto tardi.

Ponzi ponzi paraponzi, ponzi ponzi parapà.

Ma che bella sfilata.

Ponzi ponzi paraponzi.

Cosa si festeggia?

La terza e ultima repubblica, amico; dopo avremo uno stato wifi, sempre connesso, sempre on line, la cosiddetta democrazia con gli auricolari, senza fili, naturalmente.

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