Fuori Fase – 14 maggio 2020

Fuori Fase – 14 maggio 2020

Libertà e Palestina
di Antonio Califano

Riappropriarsi della propria libertà significa allargare il proprio sguardo al mondo e cominciare a leggere i segnali che il mondo ci manda, impedire alla paura e l’emergenza di confinarci nel nostro “orticello”. Mi colpisce quello che sta avvenendo in Israele e in Palestina, tra la distrazione totale (ma non è una novità assoluta). Spesso il mio pensiero in questi giorni, anche se di sfuggita è andato a quei territori, a Gaza e alla Cisgiordania in particolare, dove la concentrazione di popolazione in un territorio tutto sommato piccolo mi aveva preoccupato, anche in mancanza di informazioni, per la diffusione del covid 19. Chi è stato da quelle parti sa di cosa parlo. La notizia del varo del nuovo governo di unità nazionale con a capo Netanyahu e Gantz che annunciano «Vareremo il nuovo governo di unità nazionale e questa è una occasione per promuovere la pace e la sicurezza basandoci sulle intese raggiunte col presidente Trump», fornisce la risposta. E’ cominciata l’annessione dell’intera Palestina, a partire da un pezzo cospicuo della Cisgiordania, allo stato di Israele. «Sarà la fine del mondo? No, perché i Territori palestinesi occupati sono già stati annessi a Israele più di 52 anni fa» spiega Gideon Levi in un podcast postato online dal suo giornale, Haaretz «questo passo mette fine alla vecchia bugia che l’occupazione sarebbe stata temporanea. L’occupazione non è mai stata intesa come temporanea». Levi avverte che l’annessione sarà un altro passo verso «la costruzione dell’apartheid». Che c’entra questo con la crisi pandemica che stiamo vivendo? C’entra almeno quanto la diffusione di un virus in un lontanissimo paese qualche mese fa, tanto lontano da lasciarci tranquilli, ci metteremo un po’ di tempo a capirlo ma lo capiremo. Perché decido di parlarne? Cito il mio cantautore preferito “vedi cara non c’è niente da capire se non hai capito già.”

I mucchietti di sabbia
di Gianrocco Guerriero

Conosco una storia che capita a pennello. Un anziano signore dispone tanti mucchietti di sabbia lungo la via principale di una grande città. Una passante, incuriosito, gli chiede cosa stia facendo e lui risponde che il rito serve a tenere lontani gli elefanti. Quello scoppia a ridere e gli fa notare che lì non ci sono elefanti. Al che il vecchio replica dicendo che è la prova che la polverina funziona.

Riderà anche il lettore, adesso. Ma c’è poco da ironizzare. La questione è seria e attuale e ha anche un nome. Si chiama “paradosso della prevenzione”: quando le misure cautelative contro una qualsiasi minaccia si rivelano essere efficaci si tende a sottovalutare il problema e a rendere quelle stesse misure esagerate, se non e addirittura inutili. È successo di recente con la rivoluzione dei no-vax e accade ora che l’emergenza legata al Covid-19 sembra essersi rarefatta e in tanti urlano il ritorno alla normalità, già dimentichi di ciò che è accaduto nel milanese, nel bergamasco e un po’ ovunque in tutta Italia (e nel mondo).

Ma c’è di peggio: oggi si ride anche di chi sparge mucchietti di sabbia finalizzati a tenere lontano il fascismo. Questo è uno di quelli. Chi proprio non riesce a capire, si faccia una bella risata, adesso.

Coronavirus, democrazia, guardiani e fari
di Giovanni Laginestra

Stamane mi sono svegliato alle 4, sono preoccupato per il nostro futuro e non riesco a dormire più bene da un paio di settimane. Alle 5 e mezza ho messo la mascherina e sono andato a camminare. Camminare nel silenzio della città dormiente mi dà modo di riflettere. Non c’era nessuno in giro: solo qualche fioraio e i senzatetto che dormivano al riparo dei gazebo dei bar in un sacco a pelo.

Da un paio d’anni ormai la nostra democrazia è in crisi. E questa pandemia può essere il colpo definitivo che potrebbe scatenare reazioni d’odio, razziste e antidemocratiche nella popolazione.
Le destre stanno acquistando un potere enorme, marciando sulle debolezze delle persone.
Ne sono un esempio i piccoli imprenditori già in crisi che se la prendono contro i provvedimenti economici del governo atti ad aiutare la parte più fragile della popolazione: asili nido, famiglie che non possono permettersi di metter nulla in tavola, ecc.
Il sistema è malato. Ma non si è ammalato ora. La malattia ha radici più che decennali.

Dopo la crisi finanziaria a cui è seguito il rischio di default dei paesi definiti PIGS e scansafatiche, l’Italia si è indebolita. Ci siamo salvati perché gli italiani avevano parecchi risparmi nelle banche 9 anni fa e perché si è deciso di fare tagli all’istruzione e alla sanità pubblica. Passiamo dal macro al micro per capire un pò le dinamiche che ci hanno interessato.

A è figlia di un piccolo artigiano delle marche. Produce scarpe. Le cose gli vanno bene e può investire nell’acquisto di una casa, forma una famiglia e nel 2000 e nel 2002 nascono due figli. Sua moglie è casalinga. Non c’è bisogno che lavori perché non c’è la necessità economica. Inoltre può dedicarsi alla cura e alla crescita dei suoi due figli. Dal 2011 le cose iniziano ad andar male. Ormai tutti comprano scarpe sportive di multinazionali e lui vende solo a una nicchia di persone che possono permettersi le sue scarpe prodotte ancora artigianalmente. Tuttavia la tassazione è ancora molto elevata e i suoi due figli quasi pretendono di avere lo stesso stile di vita che avevano nel 2005, quando andavano al mare in Sardegna e giravano il mondo tutti e 4 insieme. Il padre di A diventa sempre più arrabbiato e nel 2018 vota i partiti di estrema destra. I partiti che qualche decennio prima rappresentavano coloro che non volevano affittare un appartamento a sua sorella, che si era trasferita a Milano per insegnare nelle scuole, in quanto “terrona”. A che ora ha 20 anni, è diventata di destra e se la prende con il governo perché aiuta le fasce più deboli in questa situazione di emergenza.

B è nato in Veneto negli anni in cui i veneti venivano ancora chiamati i “terroni del nord” dai lombardi. Poi ha studiato economia in Bocconi e a 40 anni è diventato un manager e ricopre un ruolo centrale nella gestione dei fondi di un grande ospedale. Per 20 anni ha fatto una vita da nababbo. Ha comprato una Ferrari, ha sposato una moglie viziata e capricciosa e ha soddisfatto tutti i suoi desideri: le ha comprato una villa in Brianza, gioielli, abiti di lusso. Non hanno avuto figli e lui nel tempo non è stato proprio uno stinco di santo. Ha tradito sua moglie con varie ragazze negli anni e nonostante si chiedesse ogni giorno se stesse facendo le scelte giuste, poi ha sempre preso la via più semplice: ha fatto arricchire i manager come lui a discapito della sanità pubblica. B vive nel senso di colpa, ma sa che ormai è un lupo e non può diventare un agnello. Pertanto continua sulla sua linea, indipendentemente dalla morale.

C ha studiato filosofia negli anni 80, poi è andato in Francia e ha scoperto Lacan, uno psichiatra francese. È tornato in Italia dove è diventato professore universitario. Si occupa principalmente di anoressie. Si è stabilito a Milano, anche se trascorre le vacanze estive in Liguria e quelle invernali in Valle D’Aosta. Si è reso conto che il numero di depressioni in Italia stava crescendo vertiginosamente ma che le psicoterapie erano ancora troppo costose. Fonda una ONLUS per rendere più accessibili i costi di un percorso psicoterapeutico. C è europeista convinto. È ottimista. Sta dalla parte delle madri che accudiscono i figli. Sta dalla parte di chi paga le tasse. Vorrebbe una società migliore dove ognuno si impegnasse con le proprie possibilità e capacità, ma dove lo Stato sia capace di generosità e amore verso i più deboli. C è un faro.

D è uno studente brillante. Studia intensamente. Dialoga con i maggiori filosofi italiani della vecchia generazione. Cerca di fare carriera accademica ma non ci riesce. Cambia paradigma e dà inizio a una fase di filosofia-economica-populista. È ospite di talk show dove prende le parti di lavoratori oppressi dal lavoro, che non hanno più il tempo di pensare alla propria vita. Si politicizza e diventa pro-muri, anti-immigrazione, restauratore del vecchio regime ormai antistorico di una Italia con la lira e una economia nazionale. D viene deriso dalla classe pensante. Per il troppo stress sviluppa una malattia mentale. Appoggia le destre.

E è un ragazzo dolce. A 13 anni scopre di nutrire attrazione per gli uomini. Tuttavia nasconde la sua omosessualità per paura di essere messo ai margini. Finalmente trova il coraggio di fare coming-out e si fidanza con quello che ritiene essere l’amore della sua vita. Nel 2019 mentre stava baciando il suo ragazzo in una piazza di Napoli viene aggredito da una baby-gang. Muore in ospedale 10 giorni dopo.

Ormai da 2000 anni l’animo degli italiani è rimasto più o meno simile. Ne sono lucidi interpreti Orazio con le sue Satire, Dante, Churchill.

Quando le cose vanno male l’italiano ha sempre bisogno di essere incatenato e inconsciamente desidera i manganelli. Poi, dopo aver vissuto nell’oscurità, l’italiano si riscopre democratico, solitamente il 25 aprile. Poche idee, ma confuse, direbbe qualche maestra delle elementari.
È davvero necessario, passare per l’antitesi hegeliana, per approdare alla sintesi?
Il nostro guardiano per fortuna esiste: si chiama Costituzione. E che Dio ce la mandi buona!

I mostri sono tra noi
di Giampiero D’Ecclesiis

In realtà ho sbagliato titolo, i mostri ci sono sempre stati e anzi per gran parte della storia dell’uomo non solo hanno camminato liberi ma hanno determinato le cose, fino a due secoli fa i violenti, i prepotenti, la cieca ignoranza dominavano il mondo.
Ci siamo illusi che un paio di secoli di maggior diffusione della cultura potessero cambiare l’uomo, lo shock delle due guerre, ugualmente brutali e la lacerazione della consapevolezza della natura perversa che può assumere l’animo umano dopo la Shoà, per una settantina di anni ha lasciato gli europei inebetiti, scioccati, ci siamo illusi di essere cambiati.
Ma non era vero. Siamo ancora gli stessi.
Gli stessi italiani che denunciavano gli ebrei per una piccola taglia, gli stessi, sempre gli stessi, che gassavano Abissini, impiccavano Libici, che stupravano con normalità e leggerezza bambine africano (le madamine) con la scusa che per loro era normale andare in spose bambine.
Gli Italiani. Quelli delle purghe di olio di ricino, quelli delle bastonature, quelli dell’olio motore versato in gola per dare una lezione, quelli dei morti a centinaia nelle regioni rosse per vendetta.
Gli uomini, quelli che bruciavano donne a Salem nel settecento, quelli che impiccavano neri agli alberi come strana frutta nell’America degli anni ’50.
Ecco, proprio quegli uomini per un po’ avevano abbassato la voce, avevano strisciato in silenzio coltivando sempre lo stesso odio nei corridoi viscidi della propria coscienza.

Ora li eleggiamo in parlamento, li mandiamo al Consiglio Regionale, o in Comune, dove ostentano fieri la loro diversità da tutti noi, o meglio, ci sbattono in faccia la nostra diversità da loro, la nostra ritrosia all’odio, la nostra voglia di ragionare, o almeno di provarci.
Ieri ho visto un mentecatto dare del fallito ad un Professore universitario e nessuno dei suoi dirgli nulla ed ho avuto netta la misura del disastro in cui siamo finiti.

Strani frutti
Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso dagli alberi di pioppo.
Scena pastorale del prode sud,
Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Nell’improvviso odore di carne che brucia.
Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.

——————————————————————————————————————–

LE STORIE DEL MARESCIALLO NUNZIOGALLO
LA MANO DEL DIAVOLO

Continua il video racconto di TOTEM Magazine, Giampiero D’Ecclesiis & Fabio Pappacena vi propongono “LA MANO DEL DIAVOLO” della serie “Le storie del Maresciallo Nunziogallo”, un intreccio misterioso si svolge tra le strade del centro storico di Potenza, tra Via Pretoria e la Chiesa di San Michele si muovono ombre inquietanti, si sentono rumori, voci. Presenze oscure? Intrighi di provincia?
Ci penserà il Maresciallo Nunziogallo a svelare gli intrighi.
Chi sono i personaggi che si agitano nella storia? Demoni? Fantasmi? Sogni? Che succede nelle case di campagna dei potenti? Notai, avvocati, politici.
Un giro di ragazze squillo?
Un video racconto a puntate da seguire con calma e vedere quando vi va.


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.