Grazie dei fiocchi

Rocco Spagnoletta

Faccio tardi al bar e mi perdo l’inizio.
Mi raccontano che Fiorello è uscito vestito da Don Matteo per prendere in giro gli altri mattei tipo Matteo quello del Vangelo o Matteo I Visconti Signore di Milano.
Arrivo in tempo per vedere eliminati gli Eugenii che avevano la canzone più fresca della serata.
Solo le 4 bionde medie (una non era la Leotta) mi fanno sopportare gli altri tre giovani, compreso il figlio del figlio di Gassman, un figlio d’arte di terza generazione, il Daniel Maldini della serata.
La Leotta srotola le tette sulla scalinata, ma nessuno lo può dire che qua è tutto un “viva la fregna” di spessore.
Irene Grandi, per la categoria milf, canta un pezzo di Vasco a cui era stata proposta la direzione artistica ma che ha declinato l’invito perché stasera aveva una pizza con gli ex compagni del liceo e domani sera aveva pilates.
Dopo il rifiuto di Vasco la Rai ha affidato la conduzione a Fiorello.
Masini, per la categoria Paolo Bargiggia, porta una canzone quasi tutta in rima baciata tipo poesia di natale che a Firenze si sentono tutti un po’ Dante Maremma Mbestata; la canzone a un certo punto dice: Un po’ ti odio un po’ ti amo / Ma oltre la paura del confronto /Hai vinto tutto” roba che Catullo gli fa una pompa a “confronto”.
Codice 104 per votare la Pavone in gara per la categoria Granny.
Fiorello continua a presentare.
Fiorello è quell’amico che tiene il trapano e lo chiami quando devi montare il mobiletto del bagno.
La Leotta se la cava (“cava” ho scritto), fa un monologo sulla “bellezza che capita” mentre la regia inquadra di continuo la nonna e accanto alla nonna un noto chirurgo estetico, è lui il parente misterioso: è il fratello della Leotta.
Diodato, per la categoria cantautori veri, porta un pezzone, Diodato è uno che scrive ormai solo cose molto belle.
Achille Lauro come l’anno scorso è la star del festival, si presenta vestito da San Francesco che tutti i giovedì scendeva da Assisi a Roma per andare al Mucca Assassina.
Tiziano Ferro canta, piange, ride come quegli amici che si ubriacano il venerdi e cacciano i problemi.
Notiamo con piacere come la donna sia al centro di questa prima serata ma non perché ci siano state polemiche sessiste nei giorni precedenti, no no, era già previsto da 12 anni.
Amadeus finalmente decide di prendere in mano le redini della trasmissione e se ne va. Si metta un cappotto blu comprato su wish, esce e va in piazza dove hanno montato un palco all’aperto, tipo sagra degli gnumiriedd’ di Gorgoglione.
A questo punto era stata annunciata (un po’ da tutti i giornali) una videochiamata di Roger Waters, ma teneva WahtsApp bloccato per quel famoso fatto che doveva pagare l’euro.
Quindi l’unico ospite internazionale della serata è stato Kim Rossy Stwart.
Cantano tre o quattro cantanti di cui ignoravamo l’esistenza per menare a finire che pure Fiorello si è rotto il cazzo.
Per ultimo assistiamo alla trasmutazione di Gualazzi in Galeazzi che, nonostante la ritenzione idrica, porta un pezzo bello bello (Carioca).
Vincono la serata le Vibrazioni che avevano portato anche un traduttore LIS per i non udenti sul palco anche perché avevano tolto la suoneria (fermi, questa la capite tra un po’).
E comunque Rula sposaci tutti.
Si scopre che il look di Achille era un omaggio a un’opera di Giotto e qui ci scappa una lacrimuccia di amarcord per la sempreverde battuta “digiannove”.
E’ tardi, svegliate Malgioglio, la Pavone e la nonna di Diletta che parte il pulmino dell’inps.
Per fortuna inizia a nevicare.
Grazie dei fiocchi.

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