HARMONIA MUNDI

HARMONIA MUNDI

La Basilicata ci ha ormai abituati da tempo a talenti incredibili che, pur emigrati in altri lidi per trovare la propria dimensione, hanno sempre un legame indissolubile con la terra d’origine, basti pensare a al compianto Pino Mango che dopo anni tra Roma e Milano decise di ritornare nella sua terra e di stabilire lì il suo quartier generale di vita e di lavoro.

Felice Del Gaudio, lagonegrese anch’egli, si trasferisce a Bologna nei primi anni ottanta e lì, con un diploma in contrabbasso jazz al conservatorio di Adria e con una laurea in scienze politiche, inizia la sua carriera professionale costellata di grandi collaborazioni e successi , tra gli altri: P.Wertico ( batterista storico del Pat Metheny Gruop, , Lucio Dalla, Il Quartetto d’ Archi dell’Opera di Berlino, Hengel Gualdi, Pier Giorgio Farina , Raphael Gualazzi, Daniele Dibonaventura, Biagio Antonacci, Amii Stewart, Andrea Griminelli, Claudio Lolli. Pubblica negli anni quattro metodi per lo studio del basso, un dvd didattico e ha al suo attivo più di centocinquanta registrazioni discografiche e diversi album come solista e leader.

La forza di un artista vero è quella di non fermarsi mai, e il maestro Del Gaudio ci regala un “best of” proprio prima di questa strano Natale 2020, una raccolta che contiene nove tracce meravigliose che faranno la gioia degli appassionati della fusion e delle sonorità della world music, spaziando con eleganza tra ritmi sudamericani e incursione nel jungle metropolitano, passando per il blues, il jazz e la poesia pura.

E’ il settimo album da solista del nostro, che usa come “singolo” d’attacco UpTown, un brano, il cui videoclip è girato a New York, che ci porta proprio tra le strade caotiche e la multietnia di quella città, con un ritmo incalzante di percussioni e un groove di basso dal suono “imponente” , miscelato a tecniche come tapping , bopping, pizzicato, basso che si insegue ad un sax onirico, in una miscela davvero incredibile di accordi a volte dissonanti, con incursioni di batteria jungle e temi di tastiera. Da ascoltare necessariamente con un paio di cuffie buone guardando il videoclip.

Nella raccolta ci sono altri otto pezzi che viaggiano tra i generi e le atmosfere, come Amaratea, dedicato alla perla del tirreno, patria natìa dello scrivente, brano delicato a tratti malinconico, dalla lunga introduzione prima di un tema di sax dolcissimo su cui si aprono tastiere, archi e gli accordi del basso, un drumming morbido e un’atmosfera generale che ci porta direttamente ai tramonti meravigliosi della magica cittadina lucana.

Irta, la mia preferita in assoluto, con un’intro di chitarra di un grande Walter Lupi, accordatura aperta che riporta subito ad atmosfere metheniane, sax e suoni reverberati di una bellezza rara. Un brano che non ha nulla da invidiare a produzioni di oltre oceano di artisti internazionali, dove il tema all’unisono tra basso e sassofono ci fa letteralmente innamorare.

Vorrei scrivere di tutti i brani dell’album, del blues pianistico di Renata Song, delle atmosfere da colonna sonora di Terra del sud, dove il basso fretless, su una chitarra arpeggiata sognante, sviluppa un tema di poche, profondissime note, vorrei scrivere di Santojanni, bossa dedicata all’unico isolotto di Maratea, giacimento di anfore e ancore di età romana, ma lo spazio è tiranno…

Questo è un album da cui traspare l’attenzione maniacale per i ( bei ) suoni, l’amore per lo strumento e l’amore per le cose fatte bene, un album suonato e mixato in modo magistrale, in un momento storico drammatico per la musica e costellato di produzioni di plastica senza spessore. Un album da regalare o da regalarsi per chi ama ancora la musica composta e suonata di cuore e col cuore. Un album di musica VERA.

Grazie Felice Del Gaudio, ad maiora.

L’album è ordinabile contattando il sito www.felicedelgaudio.it

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