IL NATALE DELLA CRISI ECONOMICA DELLA DEMOCRAZIA

Paolo Galante

Nessuno aveva valutato che una crisi economica così lunga e profonda avrebbe prodotto tanti danni alla nostra democrazia. Molti italiani, per svariate ragioni tutte legittime, nutrono, ormai, nei confronti delle istituzioni e della politica un profondo malessere, in alcuni casi il malessere è così forte da tramutarsi in rancore, se non proprio in un sentimento di odio. Certo la politica di errori ne ha commessi, ma non sono di più e peggiori di quelli che ognuno di noi commette nel quotidiano, quando ci affanniamo nelle nostre attività. Sarebbe facile obiettare, che gli errori della politica hanno conseguenze più grandi incidendo direttamente sulle vite dei cittadini, ma per onestà intellettuale dovremmo riconoscere a tanti politici, ma non a tutti, il beneficio della buona fede, con la consapevolezza che solo colui che nulla fa non produce errori e che la politica è lo specchio di una società, con il tanto di buono che in questa vive ed il tanto di quel peggio che ogni giorno l’assedia, non dimenticando, infine, che i politici sono frutto di una nostra scelta libera ed in condizionata espressa con il voto.

Ma ciò che più mi turba è il soffiare sul fuoco della vendetta e dell’odio da parte di taluni, Sono coloro che pur di conquistare il potere alimentano il malessere dei cittadini trasformando il confronto politico in una rissa, in una lotta senza quartiere e senza regole.

Troppo facile infondere odio e disprezzo nei cittadini, in coloro che più indifesi e deboli, pagano il prezzo più alto di una crisi economica, della quale non siamo stati artefici, ma che abbiamo subito più di altri per la debolezza strutturale della nostra economia.

Ma ditemi di tanto rancore, dell’aver fomentato tanto odio e disprezzo quale beneficio pensano di trarne i novelli istigatori, quando chiamati al confronto reale con i problemi del Paese matureranno la piena consapevolezza dei propri limiti, la piena consapevolezza dei limiti delle azioni positive intraprese ed invocheranno, solidarietà, coesione, unità di intenti, più tempo e maggiore comprensione?

Allora quel soffiare sul fuoco, quella rissa senza regole e senza quartiere a cui è stata ridotta la politica travolgerà inesorabilmente anche costoro e, quel che è peggio, condannerà ancora una volta gli ultimi, i più deboli, gli indifesi. Questo stato d’animo è, a mio avviso, il pericolo che sta correndo la nostra giovane democrazia, un pericolo le cui drammatiche conseguenze possono essere evitate facendo appello alla nostra capacità di saper discernere, di saper valutare, di aprirci al ragionamento ed alla riflessione, consapevoli che gli errori del passato sono utili se ne conserviamo la memoria storica al fine di non tornare a commetterli. Buon Santo Natale.

di PAOLO GALANTE

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