Il racconto che non si deve leggere

Il racconto che non si deve leggere

di Claudio Elliott

Un altro racconto di svolta, ancora una volta con noi Claudio Elliott che ci regala una chicca preziosa.
Questo racconto dovete assolutamente evitare di leggerlo.
Come dite? Vi sembra un controsenso che io vi inviti alla non lettura di questo splendido racconto di Claudio?
Fate come volete ma poi… non dite che non ve l’avevo detto.
Giampiero D’Ecclesiis

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IL RACCONTO CHE NON SI DEVE LEGGERE
di Claudio Elliott

Hai davanti ai tuoi occhi un racconto che non si deve leggere. Infatti l’autore lo ha scritto perché non sia letto da nessuno. Quindi, se lo stai facendo, manchi di rispetto alla volontà dello scrittore.

Le regole sono regole: se un cartello ti dice di non calpestare le aiuole, non devi farlo; se gli adulti fumano in luoghi dove è vietato, infrangono una regola. E se tu sei arrivato fino a queste poche righe, non va bene: ti stai inoltrando in un testo che non deve essere letto. E basta.

Le ragioni per cui lo scrittore non vuole che si legga il racconto sono molteplici.

Uno: i personaggi sono scomparsi, e quindi non c’è il protagonista né l’antagonista né tutti gli altri di contorno.
Due: se mancano i personaggi, la storia non si può sviluppare.
Tre: se la storia non si può sviluppare, di cosa parlerà mai il libro?
Quattro: manca una località in cui ambientare una storia.
Cinque: non esiste il tempo in cui collocare una vicenda.
Sei: ci vorrebbe un lettore, ma come può esserci un lettore se il racconto non si può leggere?

È un cane che si morde la coda.

Quindi un personaggio c’è: il cane. Anzi, ce ne sono due: il cane e il lettore. Potrai dire che il lettore non può leggere un racconto che non esiste e che il cane è stato citato in un modo di dire. Si potrebbe aggiungere l’autore, per cui i personaggi sarebbero tre.

E comunque sei arrivato a questo punto e hai infranto la regola. Dovresti, anzi devi, smettere di andare avanti.

La curiosità ti attanaglia e non puoi fermarti anche se non succede niente. Certo, con tre personaggi (lettore, cane, autore) si può imbastire una trama, un tessuto leggero, impalpabile. Tipo: il lettore va a spasso con il cane: quindi c’è un’azione concreta. A questo punto l’autore deve diventare l’antagonista: ma può un autore essere l’oppositore in un suo racconto che non deve essere letto?
No. Meglio scrivere che lo scrittore va a spasso con il cane. Così il lettore diventa l’antagonista, in un ribaltamento dei ruoli.

A questo punto il lettore deve fare qualcosa, se no la storia che non dev’essere letta non prende quota.
Ormai sei giunto a questo punto, contro la volontà dell’autore. Sei preso da un insopprimibile odio per lo scrittore che scrive per non essere letto.
Hai la soluzione a portata di mano. Lì, nel tuo cassetto. Da quanto tempo non usi quella pistola?


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