Il Sol dell’Avvenir

Il Sol dell’Avvenir

Proprio così: per il 2021, auspico che sorga il Sol dell’Avvenir, vecchia metafora ottocentesca per indicare l’avvento del mondo nuovo, dell’uomo nuovo, non molto diverso, ad indagare, dall’Ubermensch di cui parlava Nietzsche. E che vuoi fare, quando si precipita nel buio del presente bisogna attingere alle risorse del sentimento oltre che ai poteri dell’alcol, partire da ciò che si desidera e tentare di realizzarlo.
Riecheggiano i versi di Ballard: “Credo al potere dell’immaginazione per rifare il mondo, /per sciogliere le redini della verità dentro di noi,/ per ritardare la notte,/ per trascendere la morte, /per incantare le autostrade,/ per ingraziarci gli uccelli,/ per guadagnarci la fiducia dei folli”.
Non può finire così, non deve, dobbiamo solo capire da dove cominciare. Non so a quali uccelli si riferisse Ballard ma credo che tutti abbiamo bisogno di volare.
Credo nella bellezza di tutte le donne,/nel tradimento della loro fantasia quando mi è vicina al cuore,/nel crocevia dei loro corpi disillusi con i binari incantati e scintillanti dei banconi dei supermarket,/ nella loro tiepida pazienza per le mie perversioni.

Provo a stilare una lista molto seria di auspici per il 2021.

  1. Ipotesi asteroide o invasione aliena. Quando non esistevano ancora le “fake”, nel “68 girava una teoria attribuita ai posadisti (affiliazione trotzkista latino americana): il capitalismo sarebbe stato abbattuto da una invasione aliena che vedevano nelle spinte imperialiste della terra una minaccia per l’intero universo, non scordiamoci che Donovan in quegli anni cantava “e non c’è più guerra perché non c’è più terra e nell’universo sereno un pianeta di meno”. Insomma una soluzione radicale quasi come la pioggia di meteoriti auspicata pochi anni fa dai Wu Ming, mi rode un po’ il culo perché ho ancora da fare ma se è proprio necessario mi sacrifico.
  2. I super poteri. Il “Grande Cocomero”, quello di cui Linus (il fumetto, capre, non il dj) celebra l’avvento, finalmente si manifesta e attribuisce i super poteri a Conte (quello con i capelli veri) che da avvocato d’Italia si trasforma in super direttore megagalattico con poltrona in pelle umana. Subito scioglie il parlamento e confina l’opposizione a San Giovanni Rotondo, trasforma il locale santuario in colonia di rieducazione, tipo Comune Dzerzinskij, riconvertito alla produzione di orecchiette alle cime di rape, che immesse sul mercato in assunzione combinata con i venti vaccini in commercio distruggono il covid 19 (qualcuno ipotizza la espulsione covidica tramite rutto). Il vaccino cubano viene ritirato dal commercio perché ha un “lato B” inquietante e provoca strane pulsioni, e non sta bene, dato che si pensa già ad una casta Repubblica Teocratica come riforma elettorale.
  3. Convocazione Concilio degli esperti virologhi a Nicea per discutere la soluzione finale. Dopo tre milioni di ore di discussione, risse, duelli a colpi di provetta, scatarrate, il gran mogol dei covid (infiltrato come osservatore) decide di abbandonare il pianeta con tutta la tribù perché non ce la fa più a sentire cazzate su di loro e poi sulla terra non si tromba più come una volta, decidono di rapire e portarsi altrove (dove andranno?) Quammann autore di Spillover perché sa troppo e potrebbe sputtanarli.
  4. Finito l’incubo, dopo grigliata collettiva di quartiere sotto il poster di Maradona e striscione con scritto “U Putenza è semb nù squadrone”, il sottoscritto, con i sui affidabili storici compagni di viaggio Lello e Rocco, può finalmente partire a bordo della mitica Nissan Quashqai per la Mongolia: due mesi a dormire in Yurta nella steppa con fuori pertica di 4 metri con esposte tre mutande con i colori nazionali,  chi ha letto Yeruldegger capirà, gli altri si fottano e pensino con nostalgia al coronavirus.
  5. “Articolo quinto chi tiene in mano ha vinto” (concessione vernacolare). Estate con rimpatriata a Woodstock, si accettano gruppi anche all’isola di White, Parco Lambro, non esageriamo, per ora lo eviterei, ingresso con bacio sulla bocca (la lingua è facoltativa), conduzione di Nicola di Bari e gli unici “trap” a cui è permesso l’ingresso sono i “trappani”. Che lo spirito di Peppe Capozza sia con noi! (anche questa riservata solo a chi ha “una certa” e resiste alla faccia di “coronavirus”).

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