La città estesa. Come una comunità si allarga e guarda oltre

La città estesa. Come una comunità si allarga e guarda oltre

Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere. (Mario Rigoni Stern)

Lo sappiamo che quest’anno non sarà la stessa dell’anno scorso.

La Notte bianca del libro è nel cuore e nella testa di tutti noi e ciò che ci interessa e ci piace è volerla lasciare esprimere nella sua intensità nonostante le distanze e il non poterci incontrare tutti insieme.

Troveremo il modo. La tecnologia ci verrà incontro e saremo capaci di esprimerci come sempre anzi di più per la voglia che abbiamo di essere presenti. Conta avere un tema e farlo svolgere a chi sarà con noi fisicamente e a quelli che ci raggiungeranno solo attraverso uno schermo.

E si parte sempre dalle nostre finalità, quelle che ci hanno dato l’indirizzo di dove andare. Abbiamo sempre saputo, infatti, che il nostro scopo fosse quello di ri-conoscere la nostra città nel duplice senso di tornare a conoscerla e di ammettere il debito verso di “lei”.

Significa che dobbiamo conoscerla per quello che è veramente, per la sua anima, per la sua storia, per la sua memoria e, per questo, sentire verso di “lei” una vera riconoscenza. Allo stesso modo vogliamo conoscere la città estesa, quella che intravediamo più larga fino ad oltrepassare la nostra regione e guardare ai nostri Sud. La “città estesa” nasce da un incontro alla pari tra territori e comunitàche decidono di rendere complici le loro storie e il loro futuro: il nostro orizzonte più largo. Serve a guardare meglio alla nostra regione, ai nostri sud, al Mediterraneo.

E si comincia dalla cultura edagli spunti che offre il racconto di un popolo, di un campanile, dagli aneddoti che hanno indirizzato il destino e formato l’identità di una città. Da qui bisogna partire e andare oltre. L’abbiamo detto e sostenuto sin dalla prima edizione della Notte bianca del libro: abbiamo ospitato sindaci, abbiamo stretto alleanze con le associazioni dei comuni attorno e di quelli più lontani. Abbiamo sempre “sentito” che questo fosse l’orizzonte capace di allargarci lo sguardo. Pignola, Tito, Picerno, Vaglio, Brindisi, Pietrapertosa, Castelmezzano, Albano, Trivigno: sono 21 i paesi attorno a Potenza. Ma c’è un’altra città estesa alla quale è possibile guardare: quella fatta dai paesi dove sono nati i testimoni della Basilicata nel tempo. Anche su questa ci dobbiamo impegnare. Lo faremo. Per questo il tema dalla prossima edizione della Notte bianca del libro festival è l’amicizia. Serve l’amicizia perché come farebbe una comunità a tenersi insieme? Serve l’amicizia perché come faremmo a continuare il nostro percorso senza gli amici che ci ricordano le nostre debolezze e con questo ci sostengono meglio nelle nostre avventure? Ma non può bastare se l’amicizia non diventa la miccia che accende la solidarietà. In questo tempo ancora così inatteso continuiamo ad interrogarci: Chi saremo da domani? Noi tutti che accumuliamo la tensione che serve per essere comunità pensante sappiamo che solo la solidarietà ci dona la possibilità di vivere “la presenza” in questa città che si allarga.

La nostra prossima avventura è dal 31 agosto al 3 settembre prossimi. Da lì partiremo per una meta che vogliamo raggiungere presto: il Parco Letterario Vito Riviello. E l’avventura continuerà…

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