“LA CROCE DIVERSA” UN ROMANZO PER RIPROPORRE UN ANTICO ENIGMA DELLA STORIA POTENTINA

Pino Paciello

Da un eclettico, poliedrico come Gianfranco Blasi c’è da aspettarsi di tutto. Compreso ritrovarselo in libreria in veste di romanziere. Senza nulla togliere, naturalmente, alle sue già conosciute qualità letterarie, di poeta e di giornalista. La croce diversa” (edito da UniversoSud, 2018), è infatti un romanzo storico che segue le tracce di un personaggio realmente esistito. Quel Gerardo de La Porta che è stato vescovo e santo, poi, nei secoli, amato patrono della città di Potenza.

Gianfranco (siamo confidenziali con lui visto che a Totem è di casa) inizia questa sua ultima avventura editoriale con una frase di Gerardo Messina, presa dal libro “Dal Po al Basento”:

“Vennero i turchi a Potenza?
Fu presente in qualche modo san Gerardo?
Il fatto ricordato avvenne a Potenza, o altrove?
Fu, il vescovo santo, cavaliere in Terra Santa?
Perché, durante la festa che lo celebra, si
rappresenta un corteo di mori e soldati potentini
come preludio ai festeggiamenti?
Mentre feste popolari svolte altrove partono da
date e fatti precisi, l’origine della sfilata dei turchi
a Potenza si perde nelle nebbie del tempo
senza contorni.
Ed è tuttavia tenace. Una festa. Ma anche un
enigma…”

Ed è proprio l’enigma il punto di partenza dello scrittore. Gianfranco Blasi usa il romanzo per inventare, aggiungere quello che nella storia non si trova. Il suo Gerardo sarà cavaliere, crociato in Terra Santa, viaggerà dalla sua Piacenza a Venezia, a Corfù, da Costantinopoli a Gerusalemme. Per poi tornare, attraverso Taranto, in Italia e fermarsi prima a Montescaglioso, poi a Melfi ed Acerenza ed, infine, giungere a Potenza da liberatore.

Naturalmente si lascerà contaminare dalle diverse culture incontrate. Aggiungerà tanto alla sua formazione spirituale ed umana. Questo gli consentirà di amministrare da capo illuminato e di dispensare il servizio sacerdotale e pastorale con magnanimità e carità.

In una commistione fra realtà e fantasia, insieme a Gerardo de La Porta, le attrici protagoniste del romanzo sono, però, le donne, con la loro forza, la capacità di resistere agli eventi più drammatici, anche e soprattutto per amore.

Due, in particolare, emergono dal racconto. Lisa, primogenita di Piero d’Albi, capo degli eretici càtari in Italia e sua figlia Aurora, nata da una grande e contrastata passione.

Se molto del passato è stato scritto dagli uomini per gli uomini. Se, quasi sempre, si è nascosta nei meandri della storia la figura femminile, marginalizzandola nell’eterno gioco di potere fra i generi,La croce diversa” è un omaggio all’eroismo e alla passione feconda delle donne per la vita. In mezzo a innumerevoli colpi di scena che rendono la lettura quasi frenetica per il bisogno di comprendere come la storia si dispiegherà.

L’autore fa muovere i suoi personaggi dentro un’epoca definita, a cavallo fra il 1000 ed il 1100. La riforma gregoriana, Papa Urbano II e la prima crociata, la dominazione normanna nel sud Italia.

Gianfranco attinge a fatti storici precisi. Riprende il tema delle eresie, in particolare la storia dei càtari. La traiettoria seguita parte da Piacenza per arrivare a Potenza, nel cuore dell’Italia medioevale, attraverso, come già scritto, Acerenza e Melfi, altre mete di un lungo, affascinante viaggio con al centro il Mediterraneo, fra conflitti religiosi, lotte di potere e cambiamenti epocali.

Meta finale sarà, appunto, Potenza che proprio grazie a Gerardo de La Porta ha assunto, da allora, un ruolo centrale nella storia della lucanità. 

La capacità di trasferire il suo senso lirico, le contaminazioni poetiche, la bellezza delle descrizioni di luoghi e personaggi e della parola scritta rendono “La croce diversa” un libro unico, un vero e proprio dono dell’autore ad ogni lettore. Anche, dal nostro punto di vista, un dono che Gianfranco fa alla sua città in vista dell’appuntamento del 2019, anno in cui si celebreranno i novecento anni dalla morte del suo Santo Patrono.

Il libro ha visto la collaborazione di Rosario Angelo Avigliano e di Donatello Verrastro, che ha curato la copertina. Diversi altri pittori potentini si sono cimentati nella illustrazione di alcune scene descritte. Il 9 maggio prossimo la presentazione delle opere pittoriche e del libro, nell’ambito del maggio potentino, pressaso il teatro Stabile della città capoluogo. 

In omaggio, nel volume, una bellissima e pregiata riproduzione della Potenza del 1119 curata dal cartografo Giuseppe Di Tolla.

Link utili: www.editriceuniversosud.it  www.lafeltrinelli.it

Il libro è distribuito anche dallo Store Mondadori di Potenza.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.