ECCO PERCHE’ LA FASE 1 NON TORNERA’ MAI PIU’

ECCO PERCHE’ LA FASE 1 NON TORNERA’ MAI PIU’

Leggo basito le parole del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Dalla fase 2 si può passare alla fase 1 e dalla fase 3 alla fase 1. Non è detto che dopo l’1 venga il 2 e dopo il 2 il 3. Dipende dal comportamento e dalla responsabilità di tutti”.

E’ ora di dire basta a questa irresponsabile moda della politica di criminalizzare i comportamenti dei cittadini!

Ah no? Siete d’accordo con Orlando? Pensate che abbia detto una cosa del tutto normale? Passate anche voi il tempo a fotografare gente correre senza la mascherina, o pericolosamente vicina in gruppi di tre? Facciamo allora un po’ d’ordine nei fatti.

A gennaio la classe dirigente italiana si è fatta sorprendere (invero non unica al mondo) da un enorme focolaio di Covid-19, libero di circolare per mesi e mesi senza che nessun virologo, epidemiologo, ministro, assessore alla sanità, dirigente ospedaliero, medico o commentatore di facebook laureato all’Università della vita, si ponesse minimamente il dubbio che qualcuna di quelle polmoniti atipiche fatte registrare al centro-nord potesse essere legata al Corona virus. Fin qui siamo tutti d’accordo? Spero di sì, è cronaca unanimemente accettata.

Non si sono posti il problema nemmeno quando a gennaio la Cina ha avvisato il mondo del pericolo: in un sistema globalizzato e iperconnesso, nessuno di questi fenomeni ha avuto il benché minimo dubbio che qualche focolaio potesse già essere presente in Italia, e non ha avviato alcuna indagine, anzi le circolari ministeriali e le indicazioni sanitarie, hanno imposto a lungo di eseguire tamponi unicamente a chi avesse gli occhi a mandorla, o qualche nome cinese nella rubrica telefonica. E’ cronaca anche questa.

E’ stata forse solo l’atavica tendenza italiana ad ignorare e contravvenire le disposizioni delle autorità, quando queste sembrano palesemente illogiche, a permettere di scoprire il paziente uno di Codogno. La stessa propensione all’illecito che ha probabilmente permesso di trovare nuove efficaci cure facendo autopsie non autorizzate, scoprendo ad esempio che i coaguli di sangue avevano un ruolo importante nel peggioramento del quadro clinico di molti pazienti.

Ma di questo grossolano e ripetuto errore, nessuno ve ne ha fatto una colpa, caro Orlando. Anzi, di fronte al fatto compiuto, i cittadini si sono messi totalmente a vostra disposizione, rinunciando per mesi agli spostamenti, agli affetti familiari, ai propri passatempi, alla propria libertà personale, spesso anche al proprio lavoro, pur di rimediare all’errore di vigilanza commesso, comprensibile e scusabile. Scusabile entro certi limiti, in effetti, che avere un apparato di spionaggio per contare i peli nel naso di Kim Yong-Un e non in grado di individuare un solo positivo al Covid-19 sul territorio italiano fra centomila, è piuttosto curioso e deprimente.

Pace, è successo quel che è successo.

Ora però, famo a capirci: gli enormi sacrifici compiuti dai cittadini, che da buoni padri di famiglia non hanno sollevato grandi problemi anche di fronte a palesi violazioni dei limiti costituzionali, che quando ce vo’ ce co’, pure se sarebbero limiti obbligatori da rispettare anche nella gestione di emergenze come questa, hanno avuto successo: siamo rimasti buoni buoni nelle nostre case senza fiatare, permettendo così alla Sanità di recuperare posti letto, liberare e moltiplicare terapie intensive, alla medicina di studiare nuove terapie e testare farmaci efficaci, alla scienza di capire meglio il virus e i suoi meccanismi di trasmissione.

Spero abbiate utilizzato proficuamente il tempo generosamente concessovi dagli italiani.

Perché ora che i focolai sono sotto controllo, in larghe zone del Paese già oggi, in altre lo saranno a breve, non potete sbagliare di nuovo. Lo ripeto, che lo capiate bene: non potete sbagliare di nuovo!

Aprite gli occhi, è vostro compito, non nostro. Siete pagati (anche) per questo. Noi certamente continueremo a tenere comportamenti responsabili, come da prescrizioni cogenti, ma che il nostro istinto di sopravvivenza e di conservazione della salute comunque ci suggeriscono, anche quando fosse dimostrato che larga parte della popolazione attiva è sostanzialmente immune agli effetti più negativi della malattia.

Non è certo escluso un ritorno alla fase 1, dalla 2 o dalla 3, in astratto. Ma stavolta sarebbe una imperdonabile ed esclusiva responsabilità delle classi dirigenti. Che hanno avuto tempo sufficiente per mettere a punto gli strumenti più opportuni di vigilanza attiva, e si troveranno a dover gestire una situazione finalmente normalizzata, e non più un’esplosione esponenziale incontrollabile.

Quindi sarà responsabilità anche sua, caro Orlando, non si scappa. Non dovete scappare come conigli, puntando il dito sui cittadini. Sua, e di tutti quelli che in ogni diverso ruolo, hanno il nostro destino, e la nostra salute collettiva, nelle loro mani. Non quindi del ciclista che pedala nel parco, non della nonnina che fa la spesa per cucinare le orecchiette ai nipoti, non della diciottenne ansiosa di mostrare in spiaggia quanto i tutorial su youtube abbiano rimediato alla chiusura delle palestre.

Non tiri indietro la mano, anzi la tenga ben alta. E’ ora di guidare il popolo, non di indirizzarne e pettinarne gli umori. Non più, non ora. So che non siete abituati, e forse nemmeno preparati. Alcuni di voi qualche anno fa serviva bevande negli stadi, e oggi gestisce pandemie. Ma sarebbe il momento di dire le cose come stanno: non si potrà mai più tornare alla fase 1. Il lockdown si è reso necessario perché il virus era nuovo (ma oggi non lo è più), non si sapeva che fosse in Italia (ora però si sa), circolava da mesi senza alcuna protezione (ora non più), il sistema sanitario non era preparato (e ora lo è certamente più di prima), i focolai non si sapeva dove potessero essere (invece ora grosso modo si sa, e con test a tappeto come chiedono i migliori epidemiologi, si avrebbe una mappatura ancora più chiara).

E’ tempo che mostriate di meritare gli stipendi che prendete. Non vi chiedo di tagliarveli, non l’ho mai fatto: sarebbe un’implicita ammissione della vostra inutilità o inadeguatezza.

Li decuplicherei anzi, se riusciste finalmente a farci sentire sicuri, mentre noi viviamo, certo con maggiore attenzione dati i tempi, la nostra breve esistenza nel migliore dei modi possibili.

Un altro errore come quello di gennaio, non sarebbe più tollerabile. E credo non trovereste più una Nazione intera disposta al sacrificio, per rimediare a quello che avreste dovuto controllare, e non siete riusciti a fare.

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