LA SFIDA DI NATALE

Dario Vista

Tutto pronto per l’atteso cenone di Natale, non dovrebbe mancare proprio nulla. Popolazioni e razze svariate di pesci popolano frigoriferi e lavelli, tanto da fare invidia all’Acquario di Genova; ci manca solo il tizio della biglietteria. I livelli di polveri sottili nell’aria della cucina mandano in allarme i sofisticati sistemi di rilevazione di inquinamento ambientale e l’odore di frittura dei panzerotti fa un baffo al profumo delle madeleine di Marcel Proust, riportandoci ai ricordi dell’infanzia alla velocità della luce.
Natale è così: è la parodia casalinga di Man Vs Food, una sfida che non possiamo perdere, a cui non si può rinunciare per nessuna ragione al mondo. Il sacrificio dietetico di mesi per affrontare una settimana di abbuffate è paragonabile alla preparazione atletica di un campione in vista di un’Olimpiade; ma serve davvero vivere di stenti per poter poi godere smodatamente dei piaceri della tavola a Natale? Ma poi, questa sfida all’ultimo panzerotto ci rende davvero felici?

Cerchiamo di trovare un giusto compromesso: perdere qualche chilo nelle settimane prima di Natale non è poi sbagliato, a meno che non seguiamo la dieta delle modelle di Victoria’s Secret, cadendo in uno stato di pericolosa malnutrizione. Affrontare un cenone natalizio subito dopo un regime alimentare prossimo al digiuno è una condizione molto rischiosa; va bene abbassare un po’ le calorie ma bisogna evitare di privarsi di nutrienti e soprattutto è
necessario mantenere i giusti rapporti tra gli stessi. Mangiare di meno, ma mangiare
equilibrato. La vera mossa strategica non va fatta prima, ma durante i cenoni; è la sfida contro il cibo che deve essere assolutamente evitata. E’ vero che tra il Natale e le ferie estive passano abbastanza mesi da farci fare il bagno al mare in tutta sicurezza, ma questo non ci dà la licenza di uccidere il nostro corpo.

Il cenone di Natale va affrontato con intelligenza; è sacrosanto assaggiare il maggior numero possibile di portate, ma è diabolico soffermarsi. Non è necessario fare scorta di energie, non è prevista nessuna carestia nei prossimi mesi! Dopo carrellate di sformati, fritture e rassegne di esemplari marini, spuntano i pandori e i panettoni; quelli che, posti sotto l’albero, lo innalzano di un metro, tanto da costituire un vero e proprio rischio per la sicurezza di chi ci passa di fianco. Atroce blasfemia sarebbe non mangiarli, ma evitiamo di farlo a fine pasto. Una fetta di pandoro equivale ad un bel piattone di bucatini all’amatriciana: pensiamoci bene. E allora frutta secca, piccoli bocconcini di salute, ma trabordanti di calorie, con i quali non riusciamo a fermarci, nonostante la nostra figura venga occultata dalla montagna di gusci che si va ad ergere gradualmente davanti a noi.
Natale non è una guerra, tutt’altro, è un momento di pace e convivialità. Apprezziamo il gusto del cibo con qualche decorazione in più sui piatti, qualche etto in meno nella pentola e senza far mancare il soave tintinnio dei brindisi.
Buon Natale e Buon Appetito.

di DARIO VISTA

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