L’EUFORIA DELLA CATASTROFE NON VINCERÀ

Lucia Serino

Con la metrica e lo stile alla quale ci hanno abituato in questi anni (#the7hours per attendere l’arrivo dei commissari europei, il #comunquevadaparty per attendere l’esito della nomina) Matera lancia il #menouno che ci separano dall’avvio dell’anno domini più celebre della sua storia. Un diciannove del tutto fortuito che sa di simbolica riserva al raggiungimento di un numero compiuto, un dispari disarmonico, un numero primo, un incompiuto che lascia aperta la porta a una costruzione non finita. Perché il senso di un cammino è più piacevole di un arrivo appagante, più stimolante di un risultato raggiunto.

In fondo à la storia di Matera a non concedere la parola fine ed è – a ben pensarci – una prospettiva utile per ripararsi dalle inevitabili e molte insoddisfazioni che sempre un processo così enorme porta con sé. Matera vive un periodo di totale disordine amministrativo (ahinoi un po’ una costante dei tempi ovunque) ma la sua stella brilla più che mai nello sguardo dell’Italia e del mondo. Che di certo non sanno del governissimo, di De Ruggieri, del rinvio del congresso del Pd e di tante quotidiane storielle che per fortuna non superano il perimetro di piazza Vittorio Veneto. Non è un alibi per lasciare che ruggini, scontri, incomprensioni, disaccordi, delusioni, si incancreniscano e ragione vorrebbe che un momento come questo aggregasse buon senso, capacità di visione o almeno un patto di non belligeranza.

Ma, nonostante tutti i tentativi di indebolire la portata dell’appuntamento che ormai è arrivato, la spinta positiva non si arresterà.

Una cosa in questi anni Matera ci ha insegnato: chi riesce a dare senza aspettarsi di ricevere è protagonista, oltre che testimone, di un processo storico. Il vero miracolo creativo è questo, a meno di non lasciarsi sedurre dall’euforia della catastrofe destinata a essere sempre meno contagiosa.

Diamo un contributo di chiacchiere anche noi. Poi sarà meglio ritrovarsi insieme in piazza a festeggiare.

 

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