L’IMPORTANZA DI UNA RIPARTENZA “RESILIENTE”.

L’IMPORTANZA DI UNA RIPARTENZA “RESILIENTE”.

“La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”. Riporto questa frase di John Fitzgerald Kennedy poiché credo rappresenti al meglio la situazione che stiamo vivendo. Se da un parte stiamo toccando con mano il pericolo di una disgregazione civile ed economica e nei casi più disperati la morte, dall’altra dobbiamo iniziare a ri-programmarci per una ripartenza. Perché prima o poi bisognerà ripartire.

In verità, questo flagello ha solo creato attorno a noi un clima di sospensione, che pur se in maniera drammatica, ci impone di guardare ad un futuro di speranza e a riposizionarci sulle cose essenziali in cui trovare le ragioni per una ricostruzione resiliente a favore dell’intera comunità.

Ci torna utile a tal pro, attingere al lavoro prodotto in questi anni che, nei mesi precedenti, ha prodotto la nascita di una piattaforma programmatica (Forum Civico) che ripropongo come nostra base per riaprire un dibattito e un confronto democratico finalizzato a raccogliere ulteriori e utili integrazioni da parte della società civile.

Lo faremo, prima di tutto, con la consapevolezza che questa crisi globale ci riporta inevitabilmente a riconsiderare il rapporto imprescindibile Uomo- Natura, a riaccendere i riflettori sulle politiche di tutela del clima, sulla natura incontaminata, sull’importanza di un equilibrio della bio-sfera.

Questa crisi tra gli aspetti positivi, ci “costringe” non solo a guardarci dentro ma anche intorno, a ciò che ci circonda, al nostro ambiente esterno, alla bellezza di una natura incontaminata, alle città senza auto e smog, a farci godere della purezza e della salubrità dell’aria.

Da questo ingente patrimonio, si può ripartire attingendone a piene mani anche per ristabilire un equilibrio nelle nostre funzioni fisiche e relazionali.

La ripartenza non potrà che essere eco-sostenibile, con a base il valore universale dell’ecologia che guarda e genera anche processi produttivi armonici e in linea con il territorio e l’ambiente circostante, con innovazioni tecnologiche capaci di tenere a bada i flussi di inquinamento, rispettando l’equilibrio tra sviluppo e contesto urbanistico.

Non potrà che esserci un nuovo e incessante sviluppo di aree ampie a disposizione delle persone. Mi riferisco alla rete dei parchi, alle green ways, a tutte quelle direttrici di collegamento che il primo Documento del Forum mirabilmente ha enunciato.

Non potrà che esserci una minuziosa e più attenta pianificazione del piano traffico, basata sulla analisi di strumenti di misurazione precisi a salvaguardia della salute dei cittadini, con la definizione di spazi appositi di interscambio con mezzi pesanti e/o del trasporto pubblico extra regionale.

Non potrà che esserci l’introduzione di sistemi intelligenti di misurazione dello smog, dell’inquinamento delle acque (penso al nostro Basento) e di tutto ciò che necessita per fare di Potenza una città Pulita e a misura d’uomo.

A tal pro, Potenza città capitale dell’Appenino è, in questa ottica, più di uno slogan bensì un chiaro obiettivo da traguardare.

Una piattaforma programmatica sulla quale deve attestarsi la creatività di tanti giovani per fare impresa, cooperazione sociale, solidarietà civica e stabilire interconnessioni con le realtà produttive, associative, sportive e culturali della città. Una progettualità che si confronta con la Pubblica Amministrazione chiamata a prendere decisioni importanti calibrando risorse e strumenti di governo sui nuovi scenari.

Ritorniamo a prenderci cura della nostra città non dimenticando la lezione che questa crisi ci sta impartendo ovvero imparare dai nostri errori per fare di più e meglio.

Nell’interesse di tutti.

Enzo Fierro- Forum Civico http://forumcivicopotenza.it/

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