IL CANDIDATO, LA GENTE, L’AMMUINA

Ugo Maria Tassinari

E sì, siamo contenti. Rimpatriata con i colleghi. Il tour potentino del vicepresidente della Camera è il primo vero evento della campagna elettorale. E non solo. Io giro poco, ma tante troupe televisive in campo non me le ricordavo dai fasti di Woodcock. E Giggino regge la scena.

1-X. Due risultati utili, per ora, per Salvatore Caiata, presidente del Potenza, candidato pentastellato alla Camera. Vince con gli attivisti, in un primo momento ostili, oggi conquistati e pareggia con gli ultras, di destra, ma troppo innamorati della squadra finalmente vincente.

Il rischio di fare a botte col servizio d’ordine degli attivisti. É il prezzo da pagare alla scelta anticasta dei 5 Stelle che rinunciano alla scorta istituzionale per il vicepresidente della Camera. Lo fai notare al capostaff, in capotto beige d’ordinanza: ma no, sono carini…

Sono arrivate già dalle 10 davanti allo stadio. Le due insegnanti esiliate se la meritano tutta una vetrina di tre minuti per parlare con il candidato premier, in un tripudio di telecamere, fotografi e giornalisti. Giggino sorride contento e conferma: la buona scuola non è buona. 

Saverio Giannizzari non sta nei panni. Il consigliere comunale di Potenza può mostrare al “presidente” Di Maio il fallimento della smart city: ben quattro rampe su dieci delle scale mobili usate per la passeggiata del candidato premier (che lo abbraccia affettuoso) sono scassate.

Possono non piacere molte cose (è il mio caso) ma ha ragione Grillo: non c’è dubbio che il Movimento 5 stelle ha una funzione di diga democratica.

Ha tanti attivisti che fanno politica con passione, mantiene aggrappata la gente alla speranza che il voto serva ancora per cambiare.

Il video

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