MATTARELLA NON RENDA VANO IL VOTO DEL POPOLO DEL SUD

Gianfranco Blasi

C’è, oggi, un partito del Mezzogiorno. Privo di politicismo. Lontano dal meridionalismo classico. I Cinque Stelle hanno raccolto ben oltre il 40 per cento del consenso del popolo del Sud. Non era mai successo. Il fuoco della rabbia sociale è confluito tutto in questo voto.

Anni di abbandono, di sterili enunciazioni, di inutili promesse hanno fatto il resto. Il morso della crisi si è fatto via, via più doloroso. Il grido di dolore non è stato colto. Le classi dirigenti ed i partiti hanno pensato bene di non occuparsene. Il Mezzogiorno è tornato ad essere comunità di popolo.

Indignato, oltraggiato. Lo stato si è perso nel suo burocratese. Lontano, persino inespressivo. Il nulla contro l’abbandono. Nessuna risposta.

Le piazze pentastellate come un nuovo brigantaggio. Di Battista come Carmine Crocco. Ma, c’è un ma. Il voto esprime una volontà democratica. La rivolta si è compiuta dentro le regole. E’ legittima!

Naturalmente, il fuoco della protesta, ora si placherà. Quello che mi preoccupa è come sarà ricostruito un tessuto connettivo che abbia lo sguardo verso l’orizzonte del futuro. Me lo chiedo da spettatore interessato. Ho sempre pensato che in politica la passione sia un sentimento vitale. Proprio come la libertà. Ma ho, altresì, sempre creduto che la costruzione di un processo sociale passi per la responsabilità di una proposta.

Il Presidente della Repubblica non può lasciare fuori dal prossimo governo il popolo del Sud. Una qualunque scelta o macchinazione di palazzo sarebbe obbrobriosa. Un’offesa alla democrazia. Uno schiaffo a tutta una parte della nostra Nazione.

In politica si vince e si perde. Chi ha perso deve avere il coraggio di ammetterlo e di rimboccarsi le maniche. Chi ha vinto deve caricarsi della responsabilità di una rappresentanza democratica così dolorosa, ma anche così profondamente determinata a tornare in gioco.

A ben vedere questo è uno dei passaggi storici più complicati per dare senso all’unità nazionale. La costituzione richiama all’indivisibilità del paese.

Ai Cinque Stelle va data un’occasione di governo.

 

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