MICA PER NIENTE LO CHIAMANO GOVERNATORE

Rosario Palese

Intervista a Pietro Sanchirico

 

“È sempre bello essere attesi e non arrivare” diceva Oscar Wilde, ma se ad aspettarti è un amico per un caffè, questa frase non va più bene!

“Pietro!” esclamo vedendo il Governatore (Pietro Sanchirico, NdR).

“Buongiorno Rosario!”, poi rivolgendosi al barman di un famoso locale potentino “il caffè a Rosario lo offro io”.

“Ma che gentile, grazie Gov! Come stai? Che combini?”

“Tutto bene, come sempre combatto i comunisti!” 

“La tua è un’ossessione…Sembri Silvio da Arcore! Quando mai i comunisti hanno fatto del male a qualcuno?”

“…che certo! Hai digerito il bambino di ieri sera?” 

“Sei il peggior democristiano che io conosca, ma ti voglio bene lo stesso!”

“Invece tu sei il miglior comunista che io conosca e anche io ti voglio bene!”

“Pensa gli altri!”.

È sempre un piacere incontrare Pietro Sanchirico e tra una battuta ed un’altra mi viene la sindrome dell’Annunziata – no, non è un’ispirazione mistica, ma una naturale pulsione a rompere le balle attraverso delle domande – e non riesco trattenere una prima domanda:

“Pie’…ma questa storia del “Governatore” come nasce? Tutti ti chiamano così, ma ho difficoltà a credere che qualcuno sappia il perché, me la racconti questa cosa?”

“È una cosa nata per ridere nel 1998, ad una manifestazione nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori, un evento molto partecipato, c’erano tanti sindaci, molti amministratori e personalità politiche, finita la manifestazione ci ritrovammo a cena con Nicola Manfredelli e molti di questi amministratori; Nicola ad un certo punto, per scherzare, disse «Qui ci sono molti amministratori, ma tu non hai un ruolo, da oggi sarai il “Governatore della Val d’Agri”». Da allora questo stravagante nomignolo mi accompagna simpaticamente.”

Fatta la prima domanda, il resto è uno scherzo “…e allora giochiamo” mi sono detto per cui entriamo nei personaggi dell’intervistatore e dell’intervistato.

“Ma questa malattia della politica dove l’hai presa? Come nasce questa passione?”

“Guarda…a casa mia si è sempre respirata quest’aria. La mia famiglia è sempre stata vicina agli ambienti della Democrazia Cristiana e per me è stato facile aderire a quei valori.”

“Pensa che io, invece, ho passato la mia gioventù a contestare quei valori. Essere contro è un po’ un must per i giovani, come ti ritrovavi a parteggiare per i conservatori, per quelli del potere costituito?”

“Mi piaceva la capacità di coinvolgimento di quel mondo, l’ascolto di tutte le istanze e di tutte le fasce sociali. Quel mondo che per parlarsi organizzava manifestazioni, feste popolari, sagre e a me sembrava un mondo bellissimo e, comunque, il migliore possibile.”

“Va be’…ho capito! Pure il PCI organizzava le feste dell’Unità che, ti assicuro, erano bellissime!”

“Infatti erano la cosa migliore del PCI”

“Secondo me esageri!”

“No, dei compagni non mi è mai piaciuta la protesta a prescindere, mentre ammiravo la loro compattezza. Il mondo che mi indicava mio padre non protestava, ma erano divisi in mille correnti, la compattezza, invece, era una chimera.”

“Devo protestare, ma questo non ti stupirà! È il paradosso dell’amicizia! Che stagione della tua vita è questa? …Manco Marzullo ti fa ‘ste domande!”

“Se parliamo di stagioni, allora direi che è quella del raccolto, ma mi sto preparando per la prossima semina e sarà un duro lavoro, il terreno va rispettato!”

“Sembra quasi un messaggio politico! A proposito, in politica invece che stagione vivi?”

“Mi piace osservare, incontrare persone, sentire il loro parere e i loro problemi, mi sento un servitore della comunità lucana, ma sono senza tessera di partito, lo faccio per un naturale amore verso la terra lucana; dopo il 4 marzo il centro sinistra vive un momento difficile, ha bisogno di un nuovo slancio, perché la politica ha bisogno di un centro sinistra forte ed autorevole. Servirebbe un appello a tutte le forze democratiche per l’unità. Ma non è facile e lo vediamo a livello nazionale, 50 giorni senza governo è la conferma che la politica è un’arte che non si improvvisa; le forze populiste, dopo tante accuse e spot vari, non riescono ad andare oltre i propri steccati.

Il Paese ha bisogno di stabilità e non di caccia alle streghe.”

“È uno scenario complicato, è vero, ma nemmeno da Vespa ne vengono a capo in così poco tempo, tocca riprendere l’argomento!”

“Come no, tutte le volte che sarà necessario”

“Sei il GOV della Val d’Agri, ma vivi ormai da anni nel Capoluogo, che rapporto hai con la città?”

“Senza presunzione, sono nato il 30 maggio a Potenza, devo aggiungere altro?”

“No, può bastare, le credenziali sono ottime! Politicamente che faresti per questa città?”

“Serve un rilancio identitario dei potentini, un atto d’amore verso la città e la propria millenaria storia, ma serve anche la buona politica e idee nuove. Senso civico e coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali. Culturalmente il 2019 sarà un anno importante anche per Potenza: festeggeremo i 900 anni della morte di San Gerardo Vescovo e i cento anni della fondazione del Potenza Calcio. Non sono un appassionato di calcio, chi mi conosce lo sa, ma devo fare i complimenti alla Società del Potenza Sport Club che ha saputo riaccendere l’entusiasmo e la passione in una comunità che non viveva una fase esaltante. Lo sport può fare molto, ma anche qui serve competenza.”

“Accidenti! Ma lo sai che molti potentini non conoscono la valenza del 2019 per il Capoluogo? A proposito di 2019, che succede a Matera?”

“Mi auguro che il ritorno di Adduce, faccia recuperare il tempo perduto…”

“Quindi città che frequenti, confusione che trovi…”

“La Basilicata è una bella scoperta: sindaci di destra e maggioranze di sinistra, siamo un campo d’esperimento per governi nazionali.”

“Esperimenti? Sei davvero una brava persona, io userei altre definizioni, ma sono un compagno e amo la protesta, ma lasciamo stare…tu non senti la necessità di sperimentarti sul campo?”

 “Io sono sempre impegnato in politica, sono senza un partito di riferimento, ma il mio contributo alla comunità lo esprimo in tanti modi, non ultima questa nuova esperienza di AREAGOV, che non è Area Governatore, a scanso di equivoci, ma un’associazione, Area Governo è uno spazio libero per tutti quelli che si vogliono confrontare con temi politici e dare un contributo”

“Area Governo? M non pensi che per qualcuno questa potrebbe essere una scelta troppo facile, stare sempre dalla parte di chi, appunto, governa?”

 “Bisogna governare i processi, avere un’idea di questa terra diversa dal rancore sociale, lontana dal facile distacco di chi ha osservato, taciuto, a volte ottenuto e oggi autoproclamatesi organo inquirente. La politica è metterci la faccia, anche quando fuori piove, alcuni, mi pare, escono fuori solo con il sole.”

“Non le mandi a dire…ci rivediamo per un caffè o per qualche aggiornamento?” 

 “Ci aggiorniamo per un caffè.”

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