QUANTO CONTERÀ LA BASILICATA NEL NUOVO GOVERNO?

Antonio Tisci

UN UOMO NON VENDE LA TERRA SU CUI LA SUA GENTE CAMMINA

 

Se dovesse nascere il nuovo Governo M5S-Lega la Basilicata potrebbe assumere un ruolo centrale, se gli attori dovessero decidere di giocare un ruolo da protagonisti del territorio e non da comprimari.

La Basilicata ha premiato in maniera esponenziale il Movimento Cinque Stelle e la Lega alle ultime elezioni, la maggioranza che sosterrà il prossimo Governo avrà 5 senatori lucani e 4 deputati. Un totale di 9 deputati saranno impegnati nel sostegno del Governo Movimento Cinque Stelle e Lega.

9 Deputati che non hanno avuto rapporti con la vecchia gestione del potere in Basilicata e con la filiera di governo che ha caratterizzato la presenza istituzionale e l’assenza politica nella nostra Regione.

Le vecchie classi dominanti in questa regione, anche quelle presenti in Parlamento e al Governo negli ultimi anni, hanno dimostrato una certa indifferenza verso il nostro territorio. Mentre governavano o erano parte della maggioranza uomini come De Filippo, Bubbico, Speranza, Margiotta, Taddei, Viceconte etc…la nostra regione veniva totalmente abbandonata a se stessa.

In questi anni, la nostra terra era destinataria di estrazioni petrolifere indiscriminate, del saccheggio del territorio tramite eolico e fotovoltaico, di strani movimenti all’Enea di Rotondella mentre nessuna manutenzione veniva fatta sul raccordo Potenza-Sicignano, nessuno interveniva sulla fondovalle del Noce, sulla Potenza-Melfi, sulla Bradanica etc… né qualcuno pensava di realizzare davvero l’Alta Velocità ferroviaria, mentre ancora pende sulle nostre teste il rischio del deposito di scorie radioattive e dell’antenna radar della protezione civile a Picerno e le strutture agro industriali sono trasformate in campi profughi, come accade a Palazzo San Gervasio in un programma di sostituzione etnica pervicacemente perpetrato dal potere in questa Regione.

La carta di doglianze è lunga e sicuramente alcune inadempienze essenziali me le sono dimenticate, certo non se le sono dimenticate i cittadini che hanno espulso dal sistema politico tutti i responsabili, condannando Pittella, lasciando a casa Bubbico e Speranza e consentendo solo per il rotto della cuffia l’elezione di De Filippo.

Ora, questa nuova classe dirigente può decidere davvero di far voltare pagina. La caratteristica della politica, la sua stessa essenza è che essa si fonda sui rapporti di forza e sugli sforzi muscolari.

La competizione è di idee ma anche di territori.

Mai come questa volta la Basilicata può contare ai tavoli che contano.

Al Senato, se i miei calcoli sono giusti, i tre senatori del Movimento Cinque Stelle e il Senatore della Lega sono determinanti, la maggioranza si regge con sei voti. Ora tocca a loro rappresentare il nostro territorio e metterlo avanti a tutto.

Se va di moda il contratto e nessun lucano è al tavolo dei contraenti, è evidente che tutti loro insieme sono in grado di poter esercitare una clausola risolutiva. Senza il loro consenso non può passare la finanziaria, può essere revocata la fiducia e può cadere il Governo in qualsiasi momento.

La forza del gioco da protagonisti consisterà nel sapere esercitare questa clausola risolutiva, ponendola sul tavolo delle trattative come una pistola fumante. Non si esercita la politica senza la forza, la forza in una democrazia è nei numeri.

Allora nelle mani dei nostri rappresentanti c’è immediatamente la possibilità di intervenire con poche mosse.

In primis imponendo al Governo lo stop a nuove concessioni petrolifere in Basilicata unitamente ad una maggiore partecipazione del territorio alle royalties sulle estrazioni già esistenti, lo stesso discorso vale per i parchi eolici che sono decisamente troppi e troppo disordinati. La nostra terra ha già dato troppo alla comunità nazionale in termini di energia e ha ricevuto troppo poco. È il momento di ribaltare il rapporto tra il dare e l’avere.

Discorso analogo per il radar a Monte Li Foj. La Protezione Civile dipende dal Governo e deve fermare immediatamente l’installazione del Radar. Non serve a niente e i cittadini hanno già spiegato ripetutamente la sua dannosità.

Chiedere subito una commissione di inchiesta sull’ENEA di Rotondella e sul COVA di Viggiano, vogliamo sapere chiaramente cosa accade e se ci sono rischi per l’ambiente e vogliamo saperlo dalla politica e non dalla magistratura.

Immediatamente, già nella finanziaria prossima, prevedere un intervento economico adeguato almeno per la Sicignano-Potenza e per la Basentana, nonché un piano serio di interventi per tutte le arterie statali che ci sono nella nostra regione. Le nostre strade non possono essere le strade della morte.

È sicuramente difficile, ma mai come questa volta c’è una classe parlamentare nuova e non legata ai vecchi schemi e soprattutto in grado di dire ogni momento, a partire dalla prossima finanziaria: “se non inserite questo il Governo va sotto in aula”.

Su queste cose si parrà la nobilitante. “Un uomo non vende la terra sulla quale la sua gente cammina”, disse Cavallo Pazzo, capo dei Sioux e oggi voi avete la possibilità di essere davvero uomini dimostrando che nessuno può chiedervi di vendere la vostra terra.

 

 

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