NON VOTATE PD

Rocco Catalano

Non votate PD perché rabbia e violenza non appartengono alla storia democratica di questo partito.

Non votate PD perché questo è il tempo del livore e del populismo e questi sentimenti abitano altrove.

Non votate PD perché al tempo dei rigurgiti nazionalisti e fascisti qui si coltiva pace e speranza, si ha forte senso dello Stato e la memoria è un valore che non si butta nel cesso.

Non votate PD perché l’Italia era nel baratro e il PD gli ha restituito la dignità e la credibilità che aveva perso a causa di chi ha governato per venti anni. Gli stessi che si ripropongono oggi con vesti di verginità immacolata.

Non votate PD perché questo è il tempo della violenza, verbale e fisica; e nessuno nel PD è capace di garantirvi manganelli o megafoni di disprezzo.

Non votate PD perché non ha mai diviso l’Italia in Leghe del nord e Leghe del sud, non ha mai vilipeso lo Stato o il Parlamento, né pisciato sul sud terrone e ladrone. Nessuno ha mai bevuto da ampolle né praticato riti pagani.

Non votate PD perché questo è il tempo della mediocrazia, il tempo in cui si è tutti uguali, non è il tempo di chi ha studiato. Finalmente è il tempo della rivincita per tutti quelli che non hanno mai fatto nulla, e che oggi possono vomitare l’alibi del sistema che li ha esclusi.

Finalmente si potrà diventare Papa senza mai aver fatto neppure il chierichetto, “dove i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno”

Non votate PD perché non è un’ azienda, ma un partito; fatto di persone in carne ed ossa e non di bit e algoritmi. Il PD sono le sezioni aperte in tutti i territori, con uomini e donne che si confrontano e talvolta scontrano sulle differenze, ma che sanno stare assieme e ritrovarsi in comunità. Il PD non fa firmare contratti, e non fa parossistiche parlamentari che se non sono di gradimento del capo burattinaio ne sostituisce i vincenti con candidati già prescelti.

Non votate PD perché i suoi militanti sono gente in carne ed ossa, che si incontra in luoghi dove ancora ci si guarda negli occhi e ci si stringe la mano. Non ha ridotto i militanti in adepti tecno-fideisti che adorano “Gaia il nuovo ordine mondiale” teorizzato da Casaleggio.

Non votate PD perché al reddito di cittadinanza prova a costruire posti di lavoro, perché la dignità è un principio irrinunciabile e insostituibile per non diventare automi e schiavi.

Non votate PD perché difende l’Europa, la casa che ha garantito stabilità e pace duratura a tutti. Perché l’Europa è l’Italia, e senza l’Italia l’Europa muore e con essa il futuro di tutti noi.

Non votate PD voi che quando si parlava di fiscal compact e pareggio di bilancio giocavate a flipper mentre oggi volete la lira.

Non votate PD perché ha dato asilo agli immigrati a cui aveva sparato in mare.

Non votate PD perché non ha mai detto di essere il  partito dell’onestà, perché è evidente che la disonestà è un male che affligge il cuore di molti e i molti stanno dappertutto, ma soprattutto tra gli incapaci.  

Non votate PD voi che avete sempre goduto di benefici professionali e personali, che avete cercato raccomandazioni e donazioni, perché questo è il tempo di rinnegare la propria storia e persino la propria coscienza. È il tempo di “far saltare il sistema”, e fate bene, perché in molti da questo sistema non hanno avuto mai nulla, piuttosto hanno dato, mentre voi avete avuto tutto, sanguisughe già pronte a succhiare ancora ipocritamente.

Non votate il PD perché il petrolio è un problema, ma continuate a viaggiare con 2 macchine,  1 moto, possedere 3 televisori, 4 telefoni e consumare quintali di plastica.

Non votate il PD perché non vi racconta il paese di Bengodi ma un paese normale, dove impegno, sobrietà e sacrificio sono le uniche ricette possibili.

Non votate PD perché i suoi politici sono tutti corrotti mentre gli altri sono sempre e solo vittime della giustizia.

Un paese va governato e non lo si governa con gli slogan ma con senso di responsabilità e non è semplice né sempre bello.

Non votate il partito di Matteo Renzi, il capro espiatorio di ogni peccato nazionale e famigliare, né quello di Gentiloni, Minniti, Calenda, Franceschini, Padoan, etc. Votate la destra che ha governato prima di Renzi e anche prima e prima ancora, che ha trascinato il paese alla bancarotta e dal rischio commissariamento e che è quasi riuscita nell’impresa di polverizzare i risparmi. O lo avete dimenticato quel periodo e chi ci governava?

Certo, il PD ha molte responsabilità, non si possono nascondere e richiedono assolutamente un’inversione di rotta.

Ha bisogno di ritrovare entusiasmo, di ricostruire un patto sociale innanzitutto con il mezzogiorno. Un  processo che richiede profonde e durature politiche di investimento, che deve saper guardare alle opportunità del Mediterraneo e farsene interprete e portavoce in Europa e nel Mondo.

C’è bisogno di attivare una rivoluzione silenziosa che sappia anticipare i temi sociali e prevenirne le derive pericolose. Che sappia rafforzare alleanze democratiche e al contempo innovare, cambiare, riformare. Il PD deve avere coraggio senza perdere consapevolezza, avere rigore e dinamismo, slancio e pragmatismo, visione e ardore.

Deve ricostruire quella parte di dignità e di credibilità che ha perso e che gli sono state maltolte; deve farsi garante di una comunità democratica minacciata da una frantumazione sociale e da interessi particolari.

Da egoismi e personalismi, deve avviare e consolidare un progetto di riforma e modernizzazione capace di ridare ad una regione come la Basilicata, ad esempio, un sistema coeso, integrato, capace di cooperare a livello interregionale – meridionale e competere a livello nazionale.

All’Italia deve offrire forza e sicurezza, e la prospettiva di uno sviluppo e di un benessere che scavalchi l’onda del nazionalismo, del provincialismo, del populismo e della paura che si fa violenza e orrore.

Bisogna riattivare i canali di dialogo tra politica e società, tra gente e istituzioni, tra rappresentanti del popolo ed il popolo stesso. Il PD deve proporsi come interlocutore credibile e affidabile, riaccreditarsi e riaccreditare le sue politiche, deve rinegoziare con trasparenza gli interessi sociali con quelli di un partito e delle sue politiche e della sua storia. Deve saper interpretare le domande, i bisogni e con competenza offrire risposte di Governo di qualità e alto senso Istituzionale.

Queste sono le ragioni per cui votare PD, ed impegnarsi e lottare affinché le cose cambino e migliorino al suo interno.

Non saremmo mai in grado di odiare e il campo di gioco è aperto a tutti con regole chiare e senza odio.

“Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni … sian stati i libri o il mio provincialismo,  dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta… Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa, però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia”

Voi fate bene, Non votate PD scegliete il tutto e il nulla.

 

 

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