NUMERI, DATI E TABELLE. MA QUELLO CHE INTERESSA É SOLO IL “GOSSIP”

Salvatore Santoro

Conferenza annuale del Presidente della Regione, Marcello Pittella contraddistinta dall’ossessione dei giornalisti sul futuro politico dello stesso governatore.

 

Si candida in Parlamento o no?”.

La Basilicata può essere più ricca dell’anno scorso o più povera. Può essere più divisa o più coesa. La Basilicata può avere i conti a posto oppure in piena crisi. Ma quello che evidentemente interessa alla maggior parte dei giornalisti lucani è il futuro politico di Marcello Pittella. Insomma, è andata in scena stamattina la consueta conferenza annuale del presidente della Regione. C’è chi la chiama conferenza di fine anno, chi di inizio anno, ma di fatto nella sostanza si tratta di una relazione del governatore lucano sulle questioni affrontate (e risolte) dalla Giunta regionale, che lui stesso guida, nei 12 mesi dell’anno appena trascorso con qualche anticipazione di quello che si intende fare nell’anno appena iniziato.

Una conferenza che viene svolta al primo piano del Palazzo della Giunta regionale, nella sala intestata al presidente scomparso Verrastro con un’ampia platea di giornalisti di tutte le testate lucane. E la seconda parte della conferenza ha visto protagonisti proprio i giornalisti lucani che hanno aperto un vero e proprio fuoco di fila di domande più o meno critiche al presidente Marcello Pittella. Su tutto quello che è parso interessare alla stampa è il futuro dello stesso Pittella

“Si candida alle elezioni del prossimo 4 marzo o resta in Basilicata e si ricandida a presidente della Regione anche per il prossimo giro?”. Questa in sintesi la domanda riproposta in diverse salse al governatore lucano. E’ parsa in realtà quasi un’ossessione. Eppure la risposta non poteva che essere una: “Non lo so ancora e non dipende solo da me”. Ed è vero. Il quadro politico regionale (e nazionale) è così scomposto che non può certo decidere una sola persona. Che sia il presidente della Regione o il Presidente della Repubblica.

La prima sensazione è che il presidente della Regione si prepari ad affrontare un periodo complesso dove nemmeno lui sa al momento quali siano gli scenari politici e sociali.

La seconda sensazione è che Marcello Pittella non sarà della partita per la Camera o il Senato, forse tende più per garantirsi una seconda legislatura da governatore della Basilicata. Tanto che dopo tante insistenze ha risposto: La giunta lavorerà fino all’ultimo giorno utile, che è a novembre. Se dovessero esserci novità lo farò sapere. La mia volontà politica è quella di continuare a ricoprire il ruolo che attualmente rivesto”. Ma per essere più cauto ha anche chiarito: “Ammesso che non sia candidato alle prossime politiche non c’è nessun automatismo su una nuova candidatura alla Regione, che passerebbe comunque attraverso il sostegno del Pd, in modo da garantire una sintesi tra le possibili diversità”. Risposte che però poco hanno condizionato la Conferenza stampa e i giornalisti presenti. Anzi. La verità è che è stato un appuntamento annuale poco “formale” e per certi versi anche “ruvido”. Con momenti di tensione soprattutto tra gli stessi giornalisti.

Per il resto Pittella ha fatto il presidente della Regione e ha elencato le cose fatte rispetto a tre “asset”: Investimenti, Ambiente e Sanità: “Abbiamo raggiunto, per quanto riguarda gli investimenti – ha sottolineato Pittella – risultati positivi su mobilità e viabilità, sulla progettazione di opere strategiche, sull’utilizzo di fondi per misure infrastrutturali, coesione territoriale e sociale, sul reddito minimo di inserimento. Penso inoltre ai 117 milioni di euro per le aree interne, alle risorse messe in campo su legalità e sicurezza, all’Industria 4.0, alla Scuola 2.0, e ancora su banda larga e su ricerca e innovazione in agricoltura”.

Rispetto alla Sanità, il governatore ha aggiunto: “Siamo stati coraggiosi a realizzare una riorganizzazione sanitaria, che altri gruppi dirigenti avrebbero evitato di affrontare. Non potevamo non fare i conti con la legge 261 o con i limiti imposti dalle leggi nazionali nella Sanità. Altre regioni hanno chiuso i presidi ospedalieri: noi, invece, abbiamo provato a mantenerli tutti aperti, ma riorganizzandoli, in modo da erogare in sicurezza l’offerta sanitaria con la distinzione fra acuzie, territorio ed emergenza-urgenza”.

Tema più delicato la questione Ambientale. Pittella in tale ambito ha spiegato: “Abbiamo rafforzato il sistema di protezione e di tutela nell’ambiente, in primis con l’accordo Ispra, ma anche il potenziamento dell’Arpab ed il rigore messo in campo sul versante del petrolio. I due provvedimenti di sospensione di attività estrattiva sono stati simbolicamente emblematici di un approccio e di una forte determinazione. Ma bisogna evidenziare anche i quattro “no” rispetto a idrocarburi, permessi di ricerca o concessione, nei casi di Candela e Serra Pizzuta, La Cerasa, delle autocisterne Total per Tempa Rossa e di Masseria La Rocca”.

Insomma questa è stata una conferenza di consuntivo.

Ma ormai è chiaro: a nessuno interessano i fatti ma solo il fumo e le polemiche.

 

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