OpenData MATERA RELOADED

Piersoft

Un titolo con 2 parole inglesi. Non è per fare sempre gli anglofoni ma perché in italiano dire “il catalogo dei dati aperti accessibili giuridicamente e tecnologicamente viene re-ingegnerizzato insieme al processo di pubblicazione” sarebbe stato un pò pesantuccio 🙂

Dopo alcuni anni di riflessione, diciamo cosi, il Comune di Matera è arrivato ad un bivio politico: prendere le decisioni per amministrare una città profondamente in divenire usando solo la “pancia” oppure avere un controllo di gestione dei parametri vitali più rappresentativi di questa trasformazione e cercare di governarli?

Anche qui i termini inglesi sarebbero stati di aiuto: “data driven decision”.

É un concetto complesso e molto dibattuto. In molti paesi anglosassoni o scandinavi, l’uso dei dati per analizzare la realtà ed essere di supporto alle decisioni pubbliche, è sinonimo di governo aperto e di civiltà. Permettono inoltre di giudicare in maniera oggettiva l’operato dell’amministratore pubblico.

Da noi bisogna prima spiegare che vuol dire dato aperto.

Anche se nel frattempo è diventato legge dello stato (la 124 del 2015 meglio conosciuta come Legge Madia), il concetto di cittadinanza digitale è ancora molto lontano dal senso comune.

Questo è solo un comma dell’Art. 1 di tale legge:

Il diritto di accedere a tutti i dati si è trasformato in vari decreti legge. Alcuni con termini terribili come FOIA (Freedom of Information Act) un diritto che altrove è sancito da secoli.

Oggi qualsiasi cittadino con una PEC può richiedere l’accesso a dati, informazioni e documenti per qualsiasi scopo (escluso alcuni particolari casi).

L’Agenzia Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha sollecitato le varie pubbliche amministrazioni, ad evitare di subire “passivamente” la pressione dei portatori di interesse e “cani da guardia” – “watchdog” ma di essere “proattivi” cioè anticipare questa sana pressione civica pubblicando i dati di maggiore interesse.

Il Comune di Matera, in particolare l’Assessore Acito, ha deciso di prendere la staffetta del processo Open data iniziato nella scorsa amministrazione a cura dell’ex Assessore Tragni.

Questa volta, come detto, anche e soprattutto per avere un proprio “cruscotto” di gestione.

Cosa molto ma molto complessa. La pubblicazione dei dati aperti è la base del nuovo piano strategico che ha messo il digitale, il 5G, l’hub d’impresa al centro dell’agenda politica dell’assessore Acito.

Insieme all’arch. Fedele Congedo, abbiamo effettuato un incontro pubblico durante la settimana dell’amministrazione aperta . Questo incontro ha permesso all’Amministrazione di stilare un elenco di dati richiesti dalla comunità e incrociarli con quelli utili alla gestione interna.

Alcuni funzionari sono diventati gli alfieri del cambiamento del Comune. Parliamo di donne e uomini che stanno mettendoci la faccia per dimostrare la propria efficienza, il proprio attaccamento al proprio ente e, perché no, la propria bravura. Li chiamo gli eroi silenziosi dell’innovazione.

Se andate su http://dati.comune.matera.it  troverete dataset (cioè gli argomenti declinati poi in singoli files) su argomenti trasversali: dal Catasto dei Beni Culturali, alla Protezione Civile, a tutte le Opere Pubbliche con relativo stato di avanzamento, al censimento progressivo del Catasto dei Sassi con concessioni e subconcessioni (immaginate come sono amato in città..), all’elenco delle strutture ricettive, alle spese correnti aggiornate ogni mese, ai trasporti pubblici in formato interoperabile (pensate alle app come WeMap o Moovit) e tanto altro.

Il tutto aggiornato ogni giorno. In larghissima parte in forma automatica grazie a sistemi informativi che nel tempo si sono adeguati al concetto di interoperabilità.

In pratica la differenza tra una fotografia e un film. Se preferite la differenza tra un’enciclopedia del secolo scorso e magari la Treccani digitale di oggi.. basta poco per ricercare, aggiornare, fruire, ri-usare.

Ecco avere un file PDF sul proprio PC o averlo in licenza e formato aperto, permette a chiunque di fare mappe, analisi, infografiche, confronti. Lo si insegna a scuola ormai (vedi www.ascuoladiopencoesione.it ) . Prima era solo per gli addetti ai lavori..

Considerate che sono pochissimi i Comuni in Italia con queste performance sugli Open data.

In Basilicata ,il Comune di Matera è l’unico. Nel meridione affianche Lecce (per 2 anni primo comune italiano), Napoli, Reggio Calabria, Catania, Palermo e alcuni comuni pugliesi più piccoli.

Attenzione!! C’è confusione sul mondo dei dati aperti. Gli Open data NON nascono per la visione umana (human readable) ma per la interoperabilità tra macchine (machine readable).

METTETEVI L’ANIMA IN PACE.

Che vuol dire? Vuol dire che se non costruisco un “qualcosa” che trasformi i dati grezzi , nudi, puri, in qualcosa digeribile dal mass market, è percepito tutto come un esercizio di stile e per addetti ai lavori. Aggiungo: a ragion veduta.

Per questo ci siamo sforzati di fare 3 cose: la prima è pubblicare sempre su FB sulla pagina Open data Matera ogni aggiornamento, la seconda è accompagnare i dataset più particolari con infografiche o mappe, la terza ricevere sempre input dalla comunità per migliorare la pubblicazione.

Ad esempio ci hanno chiesto non solo di avere una mappa con le opere pubbliche e relativo stato di avanzamento ma anche il link ai progetti esecutivi della singola opera. Una lavoraccio che gradualmente stiamo facendo:

Abbiamo fatto la stessa cosa per il Catasto dei Beni culturali e per tanti altri dataset.

Ma la cosa che è piaciuta molto a livello nazionale, tanto da essere oggetto di una formazione a cura AGID e FormezPA per le altre pubbliche amministrazioni d’Italia, è stato un cruscotto nella home page del portale open data.

Questo permette all’amministratore pubblico e all’amministrato (termini orribili ma formalmente usati), di parlare la stessa lingua.

Si perché così si ha il vero concetto di Governo Aperto: se voglio una tua mano per migliorare il governo della nostra città devo trattarti da cittadino e non da suddito e ascoltare i tuoi suggerimenti. Ma tu cittadino hai il dovere di studiare, informarti, scendere in profondità nell’analisi. Per farlo, io amministrazione, devo darti i dati .

Senza i dati rimangono solo le opinioni e parliamo lingue diverse.

Immaginatevi discussioni pubbliche sui Piani Urbani di Mobilità, Urbanistici, Strategici…

Eccovi alcune schermate del cruscotto che nel tempo viene sempre arricchito di nuove infografiche:

 

Alcuni giorni fa è nata anche una polemica perché ho confrontato i dati sulle strutture ricettive del Comune di Matera con i dati APT Basilicata. Purtroppo i dati non collimano. Immaginate le analisi come cambiano se si considerano le oltre 800 strutture censite dal Comune di Matera contro le 556 censite dall’APT a tutto il 2017.. E’ un problema di processo che spero sarà affrontato nelle sedi opportune..

Come dicevo senza dati “comuni” parliamo lingue diverse.

C’è anche un altro aspetto più sociologico, non prettamente turistico, sempre in relazione ai dati sulle strutture ricettive.  

É formalmente NON corretto perché ho inserito tutte le strutture ricettive (non solo quelle del Rione Sassi) ma è anche vero che la maggior parte di case vacanze e B&B sono nati lì dentro..

Cosa si vede? io vedo la popolazione residente che se ne va e un quartiere dormitorio che avanza.

É giusto? É sbagliato? É quello che si vuole? sta alla Politica deciderlo ma intanto ora si ha una visione immediata e puntuale di quello che in molti avevano capito, post designazione del titolo di capitale europea della cultura..

Concludo quindi ricordando che i dati aperti sono un obiettivo di civiltà. Aiutano la comunità a sviluppare un proprio pensiero critico e oggettivo, permettono lo sviluppo di business (analisi, apps, website, sono la base per sviluppare offerte su una domanda latente su qualche aspetto che i dati evidenziano), permettono al decisore pubblico di avere più chiara la città che si amministra.

I dati aperti riguardano tutti e tutto. Sono la base per assolvere al proprio diritto di cittadinanza.

Matera su questo, è ancora una volta ai primi posti. Spero lo siano anche i materani nel riusare questi dati, studiando un pò e non dicendo: “eh ma questa cosa non ci riguarda ed è solo per gli addetti ai lavori” :).

 

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