Psicopatologia del potere: una crisi di governo

Giampiero DEcclesiis

Ci sono immagini che raccontano molto di più di quello che possa sembrare, la Lega come pilastro autonomo di governo, senza la tutela di un’area di centro destra più ampia non poteva durare, ci sono delle rozzezze, delle cadute di stile, delle manifestazioni di intolleranza e di disprezzo che nel tempo si pagano e, finalmente, è successo e, credo, questo sia solo l’inizio.

Le parole di Berlusconi all’uscita dalle consultazioni con Mattarella sono un chiaro annunzio che ci saranno da fare dei conti all’interno del centro destra e prezzi da pagare alla fuga in avanti con i 5 Stelle.

Il governo, le istituzioni, il potere sono cose complesse, bisogna essere pronti per ricoprire ruoli e, in un mondo come quello di oggi dove i social facilmente creano l’illusione, nei meno provveduti, di avere consensi e capacità comunicative, il corto circuito è dietro l’angolo.

Potrei fare mille esempi, vicini, vicinissimi alla nostra realtà locale e lontani, non lo farò per carità cristiana, magari dopo aver letto questo mio breve commento qualcuno si potrà riconoscere e io mi auguro chissà, provare a fare un poco di autocritica, anche non pubblica.

Che la corda tesa della Lega non potesse durare era nelle cose, prima o poi si sarebbe spezzata, eppure, come per il consenso da social, anche quello che deriva dall’alimentare il porco, ossia dal dare in pasto alla parte peggiore della pubblica opinione parole d’ordine grevi e sprezzanti, da’ una sorta di assuefazione, corrompe, rende bulimici di reazioni grossolane.

Ho visto questa malattia contagiare persone normalmente equilibrate, riflessive, attente nelle parole, pian piano,deviare su slogan, modalità comunicative e parole d’ordine tipicamente salviniane, come se la adesione alla Lega ne avesse modificato le convinzioni.

E’ ovvio che così non è.

Ciò che io vedo mi pare il risultato di iniziali comprensibili allineamenti e, successivamente, dell’assuefazione al loop azione-reazione tra la dichiarazione feroce e il rush emozionale del ritorno bulimico dei “mi piace”.

Naturalmente questo processo nel leader della Lega, fulcro, pilastro della strategia comunicativa, non ha potuto che esaltarsi, attesa anche la natura dell’uomo che mi è sempre parsa impregnata di violenza verbale e di disprezzo per le altrui opinioni.

Il corto circuito alla fine è stato devastante, la sensazione di onnipotenza derivante dalle potenti iniezioni di dopamina che il loop odio-consenso innesca nel “dichiaratore patologico”, fa perdere di vista la situazione e, magari, determina fatal mistake come quello di depositare la sfiducia al Presidente del Consiglio, di fidarsi delle eventuali assicurazioni degli avversari politici, infine di mentire al Quirinale invocando suggestivi complotti internazionali pur avendo il giorno prima proposto a Di Maio la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Come un giocatore patologico il politico leghista fa dichiarazioni sprezzanti e si gode il ritorno emotivo della reazione violenta che ne deriva, dopo un po’ ho la sensazione che neanche più fa caso se essa è positiva o negativa, basta che ci sia e sia forte.

Mi rendo perfettamente conto che la visuale che sto proponendo per questa crisi è non convenzionale ma rifletteteci, guardate le foto che vi posto e poi guardate i video, i gesti, l’espressione del volto, chi di voi non pensa che quelle manifestazioni sono il segno di un non perfetto equilibrio emotivo? Aggiungeteci che colui che fa i gesti e ha quelle espressioni del volto è addirittura il Ministro dell’Interno. Inquietante !!!!

Video di Salvini a Siracusa:

https://www.bing.com/videos/search?q=salvini+contestazioni&&view=detail&mid=C9D5137A787FC351A5D6C9D5137A787FC351A5D6&&FORM=VRDGAR

Da cosa deriva tutto ciò, da una incapacità dei leghisti di gestire il potere? Da una condizione di minorità della destra italiana?

Assolutamente no.

È la non confidenza con il potere, l’abitudine a fare il controcanto dall’opposizione o, al più, da un cantuccio di una maggioranza più ampia, come è accaduto alla Lega negli anni di governo con Berlusconi.

Ed ecco un’altra immagine e un altro video emblematico.

Il Ministro Bussetti ad Afragola.

Riguardatelo, tutto, non solo la parte in cui parla dell’impegno e del lavoro, guardate l’intero video, guardate le espressioni facciali, il modo in cui usa le parole, le pause, non c’è bisogno di essere il Dott. Lightman della Serie “Lie to me” per capire che quando parla di uguaglianza tra le scuole italiane dice una cosa a cui non crede e per notare il disprezzo che affiora sul suo viso quando dice “Al Sud dovete lavorare! Vi dovete impegnare!”.

Bussetti ad Afragola:

https://www.msn.com/it-it/video/guarda/scuola-bussetti-ai-professori-del-sud-vi-dovete-impegnare-lavorare-e-fare-pi%c3%b9-sacrifici/vp-BBTn1sa

Io, ammesso che in un momento di pura follia o di inconsulta voglia di arrivare avessi aderito alla Lega, da Sud avrei richiesto a gran voce la testa del ministro, un suo pubblico atto di penitenza.

I leghisti del sud lo hanno giustificato!!!

La domanda è: perché?

Molti li conosco, li ho sentiti parlare, magari erano altri momenti, altre epoche, ma sono abbastanza certo che in condizioni normali la loro reazione sarebbe stata uguale alla mia, eppure…

Le immagini del discorso del Presidente del Consiglio al Senato con le smorfie gigionesche di Salvini e le espressioni di autentica sofferenza di Giorgetti restituiscono la differenza tra un politico non all’altezza del suo ruolo, palesemente non in equilibrio con le sue emozioni, e uno che sta ascoltando il discorso freddamente, attento, con la mente concentrata sui passaggi e sulle conseguenze.

Intervento di Conte in Senato:

https://www.msn.com/it-it/video/notizie/conte-in-senato-i-passaggi-pi%C3%B9-salienti-del-suo-intervento/vi-AAG4WXH

È la seconda volta che la destra italiana naufraga per inadeguatezza dei suoi leader, la prima volta è stata con Berlusconi e la sua incapacità di gestire la differenza tra ruoli pubblici e privato, la sua bulimia di donne e bunga bunga e la seconda si è verificata in questi giorni con un Salvini avvelenato dallo stesso odio e disprezzo che ha seminato in giro, ottenebrato dall’estasi dei “mi piace” provenienti dal basso ventre del paese.

Come dite? Per carità, non pigliamoci troppo sul serio, le mie sono solo le sensazioni di uno che guarda le cose alla tv e, quindi, certamente con un angolo di visuale che può essere lontano dalla verità, però fateci caso.

Potrei farvi degli esempi molto più vicini, assolutamente trasversali, sulla pericolosità emotiva di rivestire ruoli e incarichi senza averne esperienza, ma sono convalescente, devo tutelare il mio cuore e le mie coronarie che sono stati appena revisionati.

Riguardo al nuovo governo… Ne riparliamo.

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