#SANREMO2020 L’articolo che avrei dovuto scrivere

Rocco Spagnoletta

È che riascoltando le canzoni, alla radio, registrate in studio, come al solito, si capisce che hanno tutto un altro passo; questo da sempre è il problema di Sanremo. Sarà il teatro, saranno i fonici, sarà il suono della TV, sarà la TV stessa, sarà l’emozione o sarà che ormai i cantanti non devono per forza saper cantare.

Stamattina volevo scrivere un articolo vero dal titolo:

“Pelù e Tosca, ieri sera, sono stati il paradigma di quello che i talent non vi insegneranno mai.”

Una roba troppo seriosa sull’importanza di suonare e cantare live ovunque, di fare palestra nei posti peggiori, coi pubblici peggiori, in condizioni estreme, nelle pizzerie, nei bar, in posti dove non ti caca davvero nessuno.
Volevo scrivere di come i giovani dovrebbero imbracciare una chitarra e andare in giro a suonare per una birra e un panino, come di sicuro faceva Pelù, non serve imparare una canzone e andare in giro a far provini per la televisione, stronzi vi illudono che quella sia la musica.

Avrei voluto scrivere un pezzo dove raccontare quanta gente ho incontrato suonando dappertutto, nelle sagre di questi paesi bellissimi e sperduti, dove all’inizio rischi di esser preso a ortaggi in faccia ma poi se non fingi, se sul palco dai tutto, se sul palco sei verità, quella gente inizia ad amarti e non ti vuol lasciare più.
Volevo scrivere un pezzo sul fatto che non serve partecipare o perfino vincere Sanremo perché chi si diverte in quello che fa vince anche suonando nel garage di casa.

Avrei voluto scrivere un pezzo strapieno di luoghi comuni sul fatto che essere una band vuol dire prima di tutto stare insieme, stare bene insieme e, perché no, volersi bene.
Avrei scritto un articolo così pieno di robe da vecchio sfigato che non l’avrebbe letto nessuno, e così ho desistito.

Per me uno tra Pelù e Tosca dovrebbe vincere il festival.

E poi quest’estate balleremo Elodie e Lamborghini.
Primo ovunque già è Achille Lauro, giusto o sbagliato chi lo può dire.
A Morgan e Bugo li abbraccerei e, personalmente, darei loro il premio della critica per il testo del loro pezzo.

Ricordate che la musica è sempre la seconda cosa più bella del mondo!

Ci sentiamo l’anno prossimo che il venerdì e il sabato io sto coi miei amici a dire quanto siamo fortunati, noi.

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