SIRIA – ITALIA: 1 – 0 A TAVOLINO

Giampiero D'Ecclesis

Lo scenario strategico siriano è complesso.

La Siria è la culla del partito Ba’th e in particolare di quella visione dello pseudosocialismo arabo più laica, ferocemente nemica e antagonista del Ba’ht Iraniano, che rappresenta una sorta di destra interna, una concezione del ba’ht più incline al fascismo arabo, via via sempre più irrorato dall’integralismo religioso.

La Siria è dagli anni ’50 uno dei principali alleati di Mosca nello scacchiere mediorientale, è stata per 40 anni la principale potenza regionale mediorientale e, quando è venuto meno il suo principale alleato, ossia l’Unione Sovietica, si è venuta a trovare come una noce schiacciata tra l’ostilità Iraniana a sud e la rinascita dell’imperialismo turco a nord.

Entrambi, turchi e iraniani, sono i principali responsabili del quadro di instabilità politica che ha portato alla guerra di Siria, i turchi oramai hanno buttato via la maschera e hanno cambiato politica estera, addirittura prendendo le distanze dal loro storico padrino strategico, ossia gli Stati Uniti d’America, a favore della Russia di Putin; gli Iraniani da anni continuano ad essere gli ispiratori più o meno occulti del veleno integralista che si è diffuso in medio oriente.

L’America è ferma, bloccata, priva di una vera strategia regionale.

Il suo Presidente tycoon, il preferito dai contadinotti dell’America profonda, dagli ingenui sostenitori di un isolazionismo americano, ha dato loro quello che volevano, solo che, come tutti i sempliciotti, non ci sta a non essere considerato dopo essersi messo in un angolo.

Trump è come Berlusconi che alla conferenza stampa del centro destra gigioneggia, gesticola e fa la battuta finale, un patetico, inutile, inadeguato messo al suo posto da un elettorato esattamente come lui, gli unici missili che può sparare sono quelli che posta su twitter, roba che neanche il vocabolario del Generale Jack D. Ripper contemplerebbe.

Non è uno stallo messicano come qualcuno potrebbe pensare, Putin è solidamente con le mani e le forze militari nella Siria, sta perseguendo cinicamente e con la spietatezza necessaria in questi casi, una politica finalizzata alla stabilizzazione dell’area in chiave Ba’hatista, all’espulsione del radicalismo, volta a proteggere il suo confine meridionale esposto, attraverso la Georgia e l’Azerbaigian, al contagio integralista sempre ispirato dall’IRAN.

Gli Stati Uniti potrebbero solo scatenare una guerra mondiale inutile, assumendosene tutte le responsabilità, e per quanto folle sia il suo Presidente, resto convinto che il sistema reagirebbe con un buon colpo di pistola sparato da un pazzo o da un “integralista” utile alla rimozione di un inadatto al comando.

Quello che stiamo sperimentando in Italia è, in piccolo ma molto in piccolo, il medesimo incidente di percorso americano, la rivoluzione dei sempliciotti e dei frustrati, il tentativo di colmare il vuoto derivante dalla loro incompiutezza, incapacità, ignoranza compiendo un gesto semplice, una croce su una scheda elettorale soddisfacendo il desiderio da sempre represso di mandare a fanculo tutti quelli migliori.

La conseguenza di ciò è che l’Italia, come l’America, in maniera diversa e con ripercussioni sempre meno significative per il mondo, è bloccata, silenziosa, incapace di una mossa.

Il nostro paese avrebbe bisogno di una direzione geopolitica, di rinegoziare gli accordi con gli americani relativi alla presenza delle basi in Italia, di interrogarsi se le finalità cui la NATO è sorta siano ancora attuali e se non sarebbe il caso, alla luce delle condizioni attuali, di ridefinirne i patti strategici.

Avrebbe bisogno di fare una politica estera e magari anche il mondo avrebbe bisogno di un’Italia capace di esprimere una sua posizione, ma rimaniamo invece ansiosi alla finestra, continuando ad inondare i social di foto strazianti e di vuote richieste di pace, di pistolotti complottisti basati sul nulla continuando, come sempre, nei fatti, a badare solo ai cazzi nostri.

Anche nello scenario di crisi Siriano non c’è partita, l’Italia non è che non giochi, non si presenta neanche sul campo da gioco per cercare di difendere i suoi interessi, finirà come è già successo in Libia, non giocheremo alcuna partita.

Siria 1 – Italia 0, ma la sconfitta è a tavolino la partita non si è giocata.

 

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