STAGIONI ELETTORALI – QUATTRO, NON SO SE BRUCIO

STAGIONI ELETTORALI – QUATTRO, NON SO SE BRUCIO

Oramai lo scenario si sta delineando, c’è voluto più tempo del previsto, tanto la sinistra quanto la destra sono a lungo rimaste prigioniere di dialettiche interne, tra spaccature, rivincite, voglie di contarsi e alla fine, dopo non poco travaglio hanno identificato candidature per la Presidenza della Regione Basilicata che plasticamente rappresentano le diversità tra i due schieramenti.
A Trerotola candidato della società civile apparentemente più fragile sul piano politico rispetto alla forza dei capocorrente che lo hanno scelto si contrappone un Bardi, che si offre agli elettori con l’immagine di un candidato d’ordine utile a ricondurre all’unità una destra composta da fazioni in lotta per la supremazia.
Ben diversa la situazione nel campo del Movimento 5 Stelle dove il candidato Mattia, grazie alla procedura snella di scelta del candidato già da tempo batte le campagne lucane per promuovere la sua candidatura. Certamente un vantaggio sul piano della continuità della propaganda elettorale a patto che, naturalmente, la proposta risulti convincente.
Al trio atteso si è aggiunto, a sinistra, un candidato outsider di peso affatto trascurabile almeno, secondo i più abituati a discutere di politica sulla base dei temi e dei valori, Tramutoli, infatti, ha impostato la sua campagna elettorale con un’attenzione particolare sul merito delle questioni, ed è guardato alternativamente con interesse e con apprensione dall’area politica di centro sinistra.
Insomma lo scenario che è davanti agli elettori lucani è di 4 candidati alla Presidenza della Regione.
I gruppi dirigenti del centro destra sentono l’odore del sangue, ed è di tutta evidenza che stanno cercando come mai era accaduto in precedenza, di giocare la partita col massimo delle determinazione. Una vittoria in Basilicata sarebbe di grandissima utilità per la Lega e per Salvini che hanno la necessità di liberarsi dell’impronta nordista per sfondare al sud sostituendo i Movimento 5 Stelle nel ruolo di collettore della protesta degli elettori scontenti. D’altro canto Berlusconi non può permettersi di farsi surclassare e ridurre al ruolo di piccolo comprimario politico come è evidente sia nei piani di Salvini.
Le piazze sono piene, taluni lo interpretano come un segnale di favore per il centro destra, altri come il semplice effetto dell’arrivo, senza precedenti, di tanti big della politica nazionale.
Il Centro sinistra è, come si dice, ventre a terra per cercare di recuperare, il candidato Trerotola, come del resto gli altri tre, è immerso in un giro vorticoso nella Basilicata per incontrare e farsi conoscere, ieri sera è andato in scena, al Centro Cecilia di Tito, il ritorno del gladiatore.
Marcello Pittella ha tuonato, ha spiegato, si è commosso davanti ad una platea gremita di sostenitori del Partito Democratico, rivendicando risultati e provando a spiegare errori, è parso battagliero ma anche provato, gli oppositori hanno parlato di recita, i sostenitori si sono riconosciuti, il tempo dirà se e quanti lucani ancora credono in lui e nel centro sinistra.
È una campagna elettorale singolare, a distanza oramai di pochi giorni dalla sua chiusura, restano ancora nel complesso poco approfonditi i programmi che, almeno dalle forze maggiori, sono più declinati come slogan che come effettivi e articolati elenchi di misure, la lotta appare sempre più fortemente caratterizzata dalla logica dello scontro personale, i sentimenti sono forti, talvolta troppo forti, specie nei commenti della gente comune.
Il confronto è scontro, quasi ovunque, quasi a tutti i livelli, alcune parole d’ordine sono sgradevoli, al limite del minaccioso e questo si è segno dei tempi resta anche il marchio di un arretramento complessivo della politica e di un pericoloso degrado della democrazia italiana.

Certamente il quadro è incompleto, le suggestioni, le critiche, le luci e le ombre che si potrebbero raccontare sono tante e tante, ma ancora una volta Totem Magazine ha scelto la discussione diretta, franca, l’ascolto delle persone e un’approccio finalizzato a mostrare la realtà da diverse angolazioni, ci siamo interrogati a lungo e alla fine abbiamo capito che il nostro contributo alla discussione elettorale poteva venire solo dando voce a chi aveva voglia di spiegare, farlo con il nostro stile, pacato, sorridente ma anche serio.
Ospiteremo una serie di spazi aperti per chi vuole partecipare o sente di avere qualcosa da comunicare, per i candidati, sette domande con un tempo di risposta di 1 minuto ciascuna, la possibilità di “bruciare” una domanda e una “Matta” finale di 30 secondi per lanciare il proprio messaggio, abbiamo chiamato questa piccola rubrica “4, NON SO SE BRUCIO” e rappresenta la versione TOTEM Style della discussione politica.
Staremo a vedere saranno gli elettori lucani a stabilire chi sarà dei quattro candidati “La Matta” e chi finirà bruciato.
Vi aspettiamo.

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