STUDIO SWINE: CREATIVITÀ SOSTENIBILE E DESIGN INTERDISCIPLINARE

Veronica Volta

 

Cambiamenti climatici, riscaldamento globale, diminuzione della biodiversità, sono solo alcuni dei problemi che affliggono il pianeta.


Tra le discipline che in questo scenario cercando di proporre soluzioni ed influire positivamente generando un senso di responsabilità c’è anche il design che si pone sempre più come strumento innovativo, ma allo stesso tempo sensibile nel rispondere ai bisogni dell’uomo e del pianeta.

Tra i talenti emergenti del panorama internazionale il londinese Studio Swine si distingue per il suo design consapevole, caratterizzato da uno speciale approccio sperimentale ed una particolare attenzione per l’estetica.
Alexander Groves, artista inglese, e Azusa Murakami, architetto giapponese, fondatori dello Studio, sono considerati pionieri nell’utilizzo di materiali inusuali, spesso scarti o risorse rinnovabili, lavorati e trasformati grazie all’utilizzo di tecnologie alternative.

Con il loro lavoro, infatti, la coppia di creativi non solo cerca di limitare l’impatto sull’ambiente, ma parte dalle conseguenze già presenti sfruttandole e trasformandole in qualcosa di unico.

Convinti che il design possa essere un agente importante in un’ottica di cambiamento globale e che le risorse naturali a disposizione sono limitate, la sfida che i due affrontano con i loro progetti è usufruire di ciò che già ci circonda, cambiandone la comune percezione e commutando sgradevoli elementi di scarto in qualcosa di altamente desiderabile e di valore, in oggetti di lusso.

L’originale approccio di Alexander e Azusa ad un design sostenibile, ma allo stesso tempo dall’ high- concept, si riflette già nel nome scelto per lo studio: Swine, letteralmente suino, un animale che si nutre di avanzi, ma che viene poi trasformato in pregiati salumi.
Swine è, però, anche l’acronimo di “super wide interdisciplinary new explorers” e lo spiccato istinto da esploratori è un tratto distintivo del lavoro dei due designer, famosi per le approfondite ricerche ed indagini antropologiche che li portano negli angoli più nascosti e disparati della terra.

La voglia di esplorare li spinge, infatti, a compiere viaggi in posti inusuali e distanti da i soliti itinerari turistici, come l’isolato Pacifico del Sud o gli affollati mercati della provincia cinese di Shandogon fino alla foresta Amazzonica, dove nascono e prendono forma i loro lavori che spaziano dall’arte alla moda, dall’architettura al cinema.

Una passione che diventa quasi un’ossessione, la spinta propulsiva che li porta a viaggiare per il mondo ed immergersi nei luoghi d’origine dei materiali per scoprirne storia ed identità, perché la vera bellezza non è ciò che vediamo, ma il racconto che c’è dietro ogni oggetto.

Ed è l’essenza di un luogo a plasmare le collezioni frutto dei loro lunghi viaggi e l’Hair Highway ne è un esempio. La ricerca svolta dal duo sull’industria mondiale dei capelli partendo dal più grande mercato cinese nella provincia di Shandong ha portato alla creazione di una serie di oggetti in stile Shanghai-deco anni ’30 realizzati con un impasto di capelli e resina, un’alternativa sostenibile alle risorse naturali, dall’estetica elegante, che evoca i gusci di tartaruga e le essenze di pregiati legni esotici.

Convinti che i materiali abbiano moltissimo da raccontare, il team creativo percorre sempre strade alternative nella scelta delle materie da utilizzare, come nel caso di Gyrecraft il cui nome anticipa il contenuto della collezione: Gyre (correnti oceaniche circolari che intrappolavano i rifiuti plastici) e Craft (tecniche artigianali, arte, ma anche imbarcazione). Determinati a far luce sull’inquinamento marino delle plastiche, Groves e Murakami, a bordo di una barca a vela, hanno percorso 1000 miglia nautiche attraverso il Gyre del Nord Atlantico, dalle Azzorre alle Canarie, alla ricerca di plastica da trasformare in oggetti di design.

Usando i detriti raccolti dall’acqua, fusi attraverso una macchina ad estrusione solare e lavorati con metodi artigianali come fossero materiali preziosi, i progettisti hanno realizzato cinque raffinati oggetti che richiamano l’artigianato tradizionale delle culture insulari delle 5 principali Gyre oceaniche.

Esplorazione, sostenibilità ed originalità sono le premesse anche dell’opera più recente dei due designer: Infinity Blue. Realizzata per la mostra ‘Invisible Worlds’ all’Eden Project in Cornovaglia, l’immersiva installazione è un’enorme scultura “respirante in ceramica blu scuro alta 8.5m che emana anelli di nebbia profumati che rievocano un’atmosfera preistorica, in omaggio ai cianobatteri, gli esseri viventi tra i più piccoli al mondo che da tre miliardi di anni producono ossigeno permettendo la vita sulla Terra.

Ma Studio Swine si è affermato a livello mondiale non solo per l’approccio interdisciplinare e l’originalità, ma anche per un’altra particolarità che va di pari passo con il lavoro di ricerca e di creazione: il racconto dei propri lavori.

Tutti i loro viaggi e la realizzazione delle opere sono accompagnate, infatti, da video che descrivono l’intero processo creativo in una contaminazione continua tra l’opera e la narrazione. La comunicazione per il duo svolge un ruolo fondamentale e attraverso i loro filmati, veri story-telling, le barriere linguistiche e territoriali vengono superate, rendendo il racconto borderless, senza confini, come si definisce d’altronde lo stesso Studio Swine. I video realizzati, sono veri e proprio documentari, tanto da esser stati trasmessi su importati reti televisive come National Geographic e Discovery Channel e da aver ricevuto numerosi premi al festival di Cannes ed in diverse rassegne cinematografiche.

Riconoscimenti che si sommano ad altri award come il Wallpaper* Design (rivista per la quale hanno realizzato la copertina limited edition artist’s ‘Moonshots’ del numero di Novembre 2018) e lo Swarovski Designers of the Future, solo per citarne alcuni.

Promotori di una eco-creatività, Alexander Groves e Azusa Murakami sono stati, inoltre, coinvolti in numerose collaborazioni con brand internazionali tra cui Veuve Clicquot, Microsoft, Swarovsky e Cos e sono stati protagonisti di numerose esposizioni in rinomati musei come il Victoria & Albert Museum di Londra, il Museo di Arte e Design di New York, ed eventi come la Milano Design Week e la Biennale d’arte di Venezia.

Non ci resta, quindi, che attendere le prossime affascinanti esplorazioni di Studio Swine.

 

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