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Ugo Maria Tassinari

Con l’accordo siglato oggi la Bcc di Basilicata si assume il rischio di anticipare i fondi per tutti i progetti cinematografici scelti dalla Lucania Film Commission e finanziati dalla Regione

 

La conferenza stampa finisce, letteralmente, in bellezza. Con le immagini, al tempo stesso solari e struggenti, di“Matera 15/19” il primo episodio della serie documentaristica che racconterà la Basilicata e il Sud Italia per quattro anni alla luce dell’evento internazionale che vede la Città dei Sassi Capitale europea della Cultura 2019.

C’è tanto Sud e tanto cinema nel primo episodio: Lina è nata nei Sassi, suo marito Vito è ritornato a casa dopo una vita da emigrato in Germania per sfuggire alla povertà degli anni ’50. Lina ha cresciuto una famiglia di tre figli e sei nipoti, mentre Vito ha cavalcato il sogno di essere un attore, partecipando realizzazione di diversi film girati in città. E’ la storia dei Volpe, famiglia materana che ha scelto di ritornare e restare.

In questo progetto, sviluppato da una piccola casa di produzione cosentina e finanziato dalla Regione, la Banca di Credito cooperativo della Basilicata (già di Laurenzana) ha creduto tanto da dare un contributo a fondo perduto. Oggi, dopo quattro anni di intensa collaborazione, il rapporto tra la BCC e la Lucania Film Commission compie un salto di qualità.

Sulla base del protocollo sottoscritto stamattina da Giorgio Costantino e Paride Leporace, la BCC di Basilicata anticiperà i fondi di tutti i progetti cinematografici che vinceranno i bandi di finanziamento regionali:

Non è poca cosa – spiega il direttore della LFC – perché specialmente per le imprese giovani che entrano nell’industria cinematografica la mancanza di liquidità è un ostacolo spesso insormontabile. Il sistema creditizio, memore di alcuni disastri, spesso si ritrae spaventato e più in generale manca una cultura economica e finanziaria per le specificità dell’industria culturale”.

Questo accordo – sottolinea Leporace – è il primo in Italia e quando l’ho presentato al coordinamento nazionale delle Film commission ha suscitato plauso e attenzione. Regioni più strutturate e con numeri importanti ci stanno provando da tempo e non ci riescono: peserà anche la dimensione di scala ma intanto il riconoscimento è unanime”. 


Hanno fatto diverse cose insieme, Bcc di Basilicata e Film commission, la più importante della quale è stata il restauro della Lupa, il capolavoro di Lattuada, uno dei tanti film importanti girati nei Sassi. Oggi fanno sistema.

Il cinema – spiega Giorgio Costantino – è uno straordinario volano di sviluppo territoriale ed è su questo terreno che si incrocia con una banca come la nostra dalla specifica vocazione”.

Il direttore generale della Bcc di Basilicata cita l’esempio di “Un paese quasi perfetto”. La presenza per sei mesi dell’intero apparato Cattleya nei paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa non ha avuto soltanto effetti diretti sull’economia locale. Perché gli operatori si sono innamorati del territorio e ci sono ritornati.

E poi ha cominciato a funzionare il passaparola e il traino del film per una variante interessante di turismo culturale. Basti pensare agli straordinari afflussi generati dalla Passione di Mel Gibson a Matera o dal Commissario Montalbano sulla costa sudorientale della Sicilia.

Noi non abbiamo – osserva Costantino – competenze per valutare la qualità filmica dei progetti portati a finanziamento e quindi ci affidiamo alla scrematura operata dalla Film Commission.

Ovviamente ci riserviamo di non finanziare proposte che ci sembrano inaffidabili e manteniamo un margine di sicurezza operativa legata al rischio d’impresa che comunque assumiamo: finanzieremo fino all’80% della spesa prevista. Perché alcuni costi possono non essere ammessi, perché le rendicontazioni pubbliche spesso comportano qualche intoppo”.

Per un passo indietro, la Bcc ne fa però due avanti: “Anche se non c’è traccia nel protocollo posso confermare che, come abbiamo già fatto per corti e documentari di successo, Matera 15/19, Venusia, Le ali rubate, i progetti cinematografici con uno specifico valore aggiunto per la crescita del territorio saranno ancora sponsorizzati con il contributo del nostro Fondo etico”. 


“E un altro successo si annuncia – conclude Leporace – per il documentario in produzione sul radiologo Vittorio Camardese, lo straordinario chitarrista potentino che ha inventato la tecnica del tapping poi portata a fama mondiale da Van Halen”.

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