UN 2018 “VISIONARIO” CHE GUARDA AI DATI

Piersoft

Ognuno ha una sua visione per il futuro. Un misto di desiderio, speranza e qualche volta effettivamente di fervida creatività “ragionata”. Ci sono tanti elementi oggettivi che alcuni mettono assieme, pur provenendo da aspetti e lati della vita molto distinti tra loro. Almeno nell’apparenza. Ecco per me il visionario è colui che vede chiaramente le relazioni tra tutti questi dati oggettivi e costruisce una visione del futuro, lucida, chiara, verosimile e appunto apparentemente “ragionata” perché fondata su dati oggettivi. Mettendoci una buona dose di creatività.

 

L’italia è la prima nazione al mondo per Analfabeti Funzionali, lo sanno tutti. Qualcuno ha anche letto l’evoluzione di questa analisi del 2003, che il grande Tullio De Mauro ha portato a “due terzi degli italiani”. Magari non tutti hanno focalizzato su cosa stiamo disquisendo.

Immaginate un palco con un politico che fa un comizio. Una folla oceanica. Dividete a metà (almeno) gli uditori. Ebbene questa metà applaude senza aver capito di cosa stia parlando il Politico.

Lo stesso insieme non comprende il Telegiornale oppure leggendo questo post non sa estrapolare i concetti fondamentali.

Insomma non è capace a crearsi il proprio pensiero critico sulla realtà.

La situazione peggiora di anno in anno.

Dal 2003, periodo in cui non c’era Facebook, rilassatevi. Non è colpa del digitale.

Su molte cose stiamo andando avanti nel mondo. Si riesce a intuire dove sta andando il mondo (non so se anche l’Italia..).

 

La notizia positiva è che non si stava meglio ai tempi dei nostri genitori. Anche qui sfatiamo questo falso mito. Oggi si sta molto meglio:

 

Andiamo molto meglio sulla povertà, sull’educazione di base, sulle democrazia, sulla mortalità infantile, sull’alfabetizzazione strutturale (la capacità di leggere e scrivere e fare di conto, ma non funzionale).

Quindi tutto risolto? il mondo tra 10 anni sarà perfetto?

No, purtroppo no. Queste sono medie. Come l’Italia è prima negativamente, cosi la Svezia e la Finlandia hanno i migliori sistemi educativi del mondo.

Come in Italia 1 persona su 2 ha letto un libro nel 2016, così in Basilicata solo il 30% (e stiamo meglio di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia ..)

(Fonte ISTAT)

 

Tutto questo cosa ci dice? Che lo sviluppo nel mondo e in Italia non è omogeneo. 

Ci sono Scuole eccezionali a Brindisi come il Majorana e ci sono Scuole in Basilicata che non vincono un PON da anni o che non sanno cosa sia il Coding o un Atelier Creativo o cosa sia un Arduino o una Flipped Classroom. A distanza di 100 km si ha l’olimpo italiano e il sottosviluppo più totale.

Mio figlio dove vorrei che studiasse? Vi spiegate perché a Brindisi ci sono famiglie di Mantova, Busto Arsizio e di altre parte d’Italia che si sono trasferite per far studiare i propri figli al Majorana…

 

Una statistica mi sembra di Gartner (perdonatemi questa volta l’approssimazione) dice che un bambino che oggi inizia il suo percorso scolastico (diciamo prima elementare), terminerà nel 2034 il suo viaggio d’istruzione magari con una bella laurea triennale. Ebbene il 60% dei lavori che si troverà a scegliere, oggi, non esistono.

Immaginate i soldi spesi dalla sua famiglia, i voti negativi con relativi pianti sulla battaglia di Lepanto, i docenti che pretendono di essere chiamati Maestra o Professoressa per il solo fatto che a Giugno era in quinta elementare ed ora finalmente è in prima media..

L’Italia crea ancora distinzione su Leibniz se fosse un filosofo o un matematico. Idem Cartesio, Leonardo, Pascal… mettiamo l’etichetta ad ogni cosa . Peccato che questi grandi uomini erano entrambe le cose. Non c’era distinzione tra i saperi..Abbiamo iniziato a metterla noi con la riforma Gentile del trentennio del secolo scorso. Periodo in cui la Scuola venne strutturata in funzione di una società industriale..

E’ rimasto tutto cosi oggi nella Scuola. Solo che l’industria non esiste quasi più e la società lega l’impresa 4.0 al futuro industriale…. ma la Scuola non si è adeguata.

Immaginate le fabbriche di oggi e di 30 anni fa. Tute blu non ne vedete più se non in minima parte. Gli operai comunisti sindacalizzati con la falce e il martello impressi a fuoco sul bicipide prorompente, oggi sono “colletti bianchi” che hanno imparato a programmare una catena robotica di produzione e controllano che vada tutto bene. Secondo voi oggi chi li rappresenta politicamente? (scusate la digressione politico-sociale ma è tutto collegato, se vogliamo capire come va il mondo non va mai separato un discorso tra ambiti diversi…solo cosi si ha una visione d’insieme).

Cosa dobbiamo quindi pretendere, augurarci e di conseguenza sforzarci di avere per i nostri figli?

Esattamente quello che il World Economic Forum ha definito come competenze di base di cui nessuno può fare a meno già nel 2020:

 

Ai primi tre posti troviamo: complex problem solving, critical thinking e creatività. Si tratta di elementi collegati, in un modo o in un altro, all’evoluzione tecnologica. Un’evoluzione che, abbiamo letto quasi ovunque, potrebbe portare alcune macchine a svolgere alcuni lavori che, oggi, sono fatti dagli essere umani. Pensiamoci un attimo: le macchine, già oggi, hanno sostituito l’uomo in tutto ciò che è routinario e senza valore aggiunto.”

 

Un attimo ma l’Italia è proprio l’ultima su Pensiero Critico!!

E solo ora con il Piano Nazionale Scuola Digitale si sta cercando timidamente di insegnare il Pensiero Computazionale con la sua codifica (Coding) già dalla Scuola Primaria..In Puglia c’è il boom. In Basilicata.. beh  mi sembra ci siano pochissimi casi.

Ci rimane la creatività che in verità mi sa che non ci manca.

 

Se dovessi vedere il futuro mettendo assieme tutti questi parametri lo vedrei roseo per alcuni alunni italiani che stanno oggi frequentando scuole dove si sta investendo proprio sulle 3 competenze di cui sopra. I ragazzi quando usciranno da lì tra 5 anni, avranno una marcia in più. Magari apriranno un’azienda High Tech, saranno in grado di lavorare in Team multidisciplinare (non dimentichiamoci che le competenze e sensibililtà umanistiche sono importantissime nel mondo digitale..danno il senso, il perché e la direzione di come usare la tecnologia), avranno visioni e proattività. Apriranno la più grande biblioteca digitale del mondo oppure saranno a capo di nuove Amazon o Google o AirBnB o Uber.. aziende che non posseggono magazzini, taxi, alberghi ma gestiscono i dati su di essi.. e fatturano tanto..proprio tanto.

Jeff Bezos (fondatore e numero uno di Amazon) quest’anno ha superato Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi del mondo.

 

Purtroppo per moltissimi altri vedo un futuro nerissimo. Alimenteranno il già grande bacino di Neet , crescerà il divario tra ricchezza e povertà.

I ricchi del futuro saranno i competenti sulle soft skills su citate. Avranno le armi per governare il cambiamento della rivoluzione digitale e non subirla.

Coloro che avranno la maturità di fondere arte,digitale,filosofia,economia senza soluzione di continuità saranno i cittadini completi.

Chi continuerà a lavorare e pensare in ottica verticale non è detto che avrà possibilità di emergere.

Dipenderà dal territorio dove vive e il tessuto economico produttivo. Viggiano non ha il bacino della meccatronica di Imola, dove i ragazzi appena diplomati vengono immediatamente assunti.

 

La Basilicata sta sviluppando il suo futuro tra turismo, agricoltura e pochissimo terziario. I giovani sono tutti andati via e l’emorragia demografica in 15 anni ha creato qualche interrogativo:

La nostra terra potrebbe avere un’alternativa? credo di si ma più che una visione è un azzardo utopistico: se si investisse con alternanza scuola lavoro nel far studiare le fonti del nostro patrimonio materiale e immateriale attraverso i vari archivi, biblioteche, se si codificasse questa ricerca storica , che ovviamente sviluppa il pensiero critico e riflessivo, e si portasse su blog, su Wikipedia, in Open data secondo gli standard Mibact , permetterebbe da una parte la riappropriazione del concetto stesso di Patrimonio (il 2018 è l’anno del Patrimonio Europeo), dall’altro si aumenterebbe il pensiero critico, le competenze digitali e nel caso di Wikipedia , per i settori informatici, si avrebbero delle forti competenze nell’estrarre tali dati (Wikidata) e si svilupperebbero quindi apps, website, percorsi turistici, analisi territoriali, riflessioni e contributi anche da altri esperti che magari proprio su Wikipedia potrebbero accrescere questo sapere collettivo magari anche traducendolo in altre lingue… insomma apriremmo il nostro DNA all’esterno studiandolo come non è stato mai fatto. E tali sensibilità diventerebbero competenze spendibili in ogni parte del mondo stando tranquillamente a Viggiano, con la fibra ottica a casa propria….

Anzi il Comune potrebbe dare sgravi fiscali a chi apre aziende di servizi digitali in loco… Qualcosa del genere è abbozzata nel piano strategico del Comune di Matera. Vedremo se saranno rose..

Per i bambini che oggi frequentano la primaria e le media, farei una continua formazione sul coding e making. I ragazzi devono chiedersi “perché” una cosa funziona. Imparare a risolvere problemi da semplici a complessi. Imparare a smontare e rimontare oggetti. A risolvere problemi complessi.

Insomma esattamente quello che vorrebbe che facessimo il World Economic Forum.

C’è solo una piccola, piccolissima cosa che non vi ho detto: queste azioni sono scritte nel Dossier di Matera 2019 dal 2014… proprio il digitale, il coding, le licenze creative commons, la trasposizione del paesaggio culturale in ottica digitale, sono tra le motivazioni della vittoria.

La commissione europea ha definito come “lungimirante e innovativo per una Capitale Europea della Cultura” tutto questo.

Diamoci da fare. E’ un percorso continuo. Non ha una scadenza temporale. Dobbiamo iniziare.

Forse non raccoglieremo noi i semi che possiamo lanciare. Ma germoglieranno in un futuro per i nostri figli. Diamo loro un futuro che oggi non abbiamo.

Non riempiamo secchi, ma accendiamo fuochi.

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