VINITALY UNA GRANDE VETRINA PER RAFFORZARE IL BRAND VULTURE

Margherita Agata

 

Aglianico.  Definirlo solo vino sarebbe riduttivo. Aglianico è anche e soprattutto storia di  un popolo e di un luogo dall’identità forte e decisa, proprio come i suoi vini.  Vitigno tardivo che ha bisogno di lungo tempo e climi adatti per arrivare alla giusta maturazione, l’Aglianico ha trovato un habitat ideale sui terreni di un vulcano spento da millenni: il Vulture, che si innalza austero e solenne nella punta a nord della Basilicata al confine con Puglia e Campania.

Terra di briganti e del poeta Orazio, il Vulture ha fatto del nettare di questo vitigno una delle eccellenze enogastronomiche della Basilicata. Una fama conquistata sul campo dai produttori vinicoli di quest’area che è valso all’Aglianico un posto d’onore nello stand di #BereBasilicata al Vinitaly, in corso dal 15 al 18 aprile a Verona.

Presidente del Consorzio di tutela Vino Aglianico del Vulture DOC è Francesco Perillo,  da sempre tra i sostenitori più convinti  della viticoltura sostenibile e del pieno rispetto della storia e della tradizione enoica del territorio.

E con il presidente Perillo, in partenza per Vinitaly,  abbiamo parlato di Aglianico, produzioni di qualità e prospettive del settore enologico.

Dott.Perillo, l’Aglianico del Vulture ha una lunga tradizione. La presenza al Vinitaly quanto può contribuire a rafforzare il brand di questo vino?

Vinitaly è la vetrina più importante per il settore vino; tutti i consorzi, le cantine, le regioni vogliono esserci, in quanto nei quattro giorni della kermesse le aziende avranno l’opportunità di presentare i propri vini ad un pubblico specializzato proveniente da tutte le parti del mondo. 

 

Lei è presidente del Consorzio di tutela dell’Aglianico doc. Quali le azioni ancora da mettere in campo per promuovere insieme alle nostre più pregiate etichette anche i luoghi del vino del Vulture?

Sicuramente le azioni principali sono quelle di interagire con tutte le istituzioni a tutti i livelli per promuovere il brand Vulture, bisogna approfittare di questo trend positivo che sta conoscendo la nostra regione, grazie a Matera 2019 e non solo, visto anche la rivalutazione dei vitigni autoctoni.

Bisogna fare sistema e aggregazione con tutti i produttori del settore vino dell’area del Vulture e non solo. In quest’ottica, all’atto della mia nomina, mi sono subito reso conto che la nostra struttura consortile mancava di mediaticità, abbiamo pertanto deciso assieme ai consiglieri di procedere rapidamente, non solo al restyling del nostro sito e dei canali social, ma anche ad una serie di attività promozionali proprio in occasione dell’evento più atteso del bel paese, il Vinitaly.

Saremo infatti presenti con una nostra troupe di giornalisti a supporto delle molteplici attività del Consorzio di tutela della doc Vulture, azioni queste che possono dare un valore aggiunto per far conoscere questo meraviglioso angolo di terra.

 

Il binomio cinema & vino, inaugurato dal documentario “Sacra linfa” in concorso a Cannes e dal film di Domenico Fortunato “Wine to love”,  può essere una strada da percorrere per rendere più riconoscibile il Vulture e i suoi prodotti enoici?

Certamente. Abbiamo altri esempi di altre realtà importanti;  il tema della promozione del vino e dell’enogastronomia in genere mediante il mondo cinematografico non è una novità, non solo qui in Italia ma anche all’estero. Ritengo che, come nel caso delle pellicole che vedono protagonisti il nostro territorio e le nostre eccellenze, l’obbiettivo sia stato centrato. Lei mi insegna che nella comunicazione la scelta strategica dei canali e la comunione di intenti nella propagazione dei messaggi da parte di più attori genera inevitabilmente successo.

 

Quale la mission che in qualità di presidente intende dare al Consorzio di Tutela?

Bella domanda. La mission, l’obiettivo principale è quello di ridare la giusta importanza allo stesso consorzio di tutela, alle cantine e soprattutto ai viticoltori che spesso vengono dimenticati, ma che svolgono un ruolo importante nella filiera e per tutto il comparto. Secondo il mio modesto parere, occorre mettere in atto azioni che possano rafforzare il lavoro di promozione, valorizzazione e di tutela, che in questi anni è stato profuso da chi mi ha preceduto egregiamente.

 

Criticità e opportunità del comparto vino, in una regione come la Basilicata a forte rischio spopolamento e ad alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile.

Difficile rispondere a questa domanda: amo la mia terra, sono tempi difficili, sento parlare di questo fuggi fuggi dei giovani, ma in realtà, le devo dire, che conosco personalmente esempi di giovani che sono tornati a rivivere le campagne, investendo nel settore vitivinicolo che con la loro capacità, passione ed idee hanno abbandonato la vita caotica delle città, trovando soddisfazioni economiche e personali di non poco conto. Vedi anche gli ultimi dati statistici in cui c’è un incremento di iscrizione alle facoltà di agraria.  

 

Uno degli appuntamenti di punta di BereBasilicata al Vinitaly sarà la Masterclass sulle DOCG Aglianico del Vulture che il sommelier Vincenzo Donatiello, direttore di sala del Ristorante tre stelle Michelin “Al Duomo” di Alba ed esperto internazionale di vini, terrà lunedì nella Loggia Antica di Verona. Quanto può essere importante avere un ambasciatore del gusto di prestigio per far conoscere i doc del Vulture fuori dai confini regionali?

Questa è una genialata! Magari si potessero moltiplicare all’infinito questo tipo di attività. Non esiste miglior ambasciatore e promotore del proprio brand di chi è figlio della tua terra che è innamorato del proprio territorio. Bisogna dare atto alla Regione Basilicata che anche questa è una grande operazione di marketing e comunicazione.

 

Con quale vino ci consiglierebbe di brindare al successo dell’Aglianico del Vulture doc a Vinitaly?

Tutti i nostri prodotti sono una eccellenza del panorama enologico internazionale, dall’ Aglianico del Vulture, ai vini bianchi autoctoni fino ad arrivare agli spumanti lucani. Non mi resta che brindare ed urlare a squarcia gola #BereBasilicata. 

 

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