Il VOLO CANTA “LA VITA E’ ADESSO” E BAGLIONI SI RIVOLTA NELLA TOMBA. #SANREMO2018 SECONDA E ULTIMA PUNTATA.

Rocco Spagnoletta

Vi avviso, per me ieri è stata l’ultima puntata di quest’anno.
Che alla fine verso l’una di notte mi usciva il sangue dal naso e iniziavo a confondere Ron con Sting.

Almeno ieri abbiamo capito due cose:
1) è ufficiale: presenta la Hunziker;
2) dei giovani, seppur con canzoni migliori dei big, non ce ne fotte proprio.

I giovani li fanno cantare mentre la gente ancora mette la tavola, Mirkoeilcane, per esempio, ha un pezzo bellissimo ma l’ha cantato mentre mia moglie mi urlava di mettere la tovaglia dritta.

Finalmente arriva Il Volo, il simbolo dell’Italia all’estero. Ecco perché non andiamo ai mondiali. Ecco perché quando andiamo all’estero non si ficca più. Sono come quei prodotti italiani nei supermercati in Brasile che in Italia non abbiamo mai sentito nominare, tipo lo spumante GARIBALDI. 

Cantano i big in gara e, non c’è storia, il migliore è sempre Mirkoeilcane. Alle 22.30 mia moglie mi dice che ha preso una multa per divieto di sosta ma mi accorgo che è la seconda notizia peggiore della serata in quanto nel frattempo è salito sul palco Biagio Antonacci.

I trettrè stasera fanno delle gag peggiori di quelle di ieri sera, tipo il cornetto sulle spalle di Baglioni o Piccola Fava che finge di fare i complimenti a Michelle invece li fa a una violinista, roba da recita di quarta elementare, roba da prendere gli autori, bullizzarli e farli andare in giro con lo zainetto a telecamera di Mai Più Bullismo.

Finalmente arriva l’ospite tanto atteso, il principe della musica mondiale, tutti si aspettano Sting e invece arriva Don Matteo che canta un pezzo di Zucchero che manco Mario Biondi sbiascica così. Ma ora io dico tu tieni Sting sul palco e non gli fai fare Roxane, Englishman in New York,  Message in the bottle? E’ come se tieni Maradona e gli fai fare un tiro a curling. Arriva Shaggy, o Sciegghi per la Hunziker ed è subito Jamaica con il pubblico in piedi a far finta di divertirsi come quando ti invitano alla comunione del figlio di tuo cugino di secondo grado.

E a proposito di “Maradona che fa un tiro” a un certo punto ovazione del pubblico al grido di “PI PPO!! PI PPO!! PIP PO!!”. Arriva lui, il proprietario del festival di Sanremo, sua santissima interferenza Pippo Baudo che sale sul palco e non vuole scendere più. Racconta tutti i cazzi suoi dal 1900 ai giorni nostri, è come quei nonni che non si ricordano cosa hanno mangiato a cena ma se iniziano a raccontarti di quando si facevano il bagno al lago nel 1940 ti fanno diventare più vecchio di loro.

La scenetta Baglioni – Leosini sarebbe stata anche carina se magari avessero fatto una selezione migliore del pubblico in sala che è talmente robotizzato che appena parte una nota di un pezzo di Baglioni cantano tutta la tracklist nell’ordine preciso del CD. Insensibili.

Caso VANONI: l’hanno sgonfiata e rimessa nel cartone per venerdì.

Caso Elio e le Storie Tese: quando una storia è finita, è finita e basta. Di questa canzone nella storia sfavillante di ironia e bellezza del gruppo non c’era bisogno. E Rocco Tanica l’ha capito in tempo.
Caso META MORO: i ragazzi sono stati sospesi perché beccati a fumare nei bagni dell’Ariston con Francesco Monte. Solo una nota sul registro per Biondi che ruttava in classe.

Sorvoliamo su despacito ballata da Piccola Fava e una Michelle che si muove sexy come me quando sul divano mi si incastra il plaid sotto il culo e mimo movimenti pelvici a strapponi per tirarlo fuori. IL PLAID! Accenna due passi di danza anche Baglioni, allarga le braccia e muove le mani come lo zio ubriaco alla comunione di prima.

Vecchioni sale sul palco talmente tardi che quando è arrivato in teatro era ancora Jovanotti. Ma ci spiega quanto è bello scrivere canzoni e noi dobbiamo solo ringraziarlo.
Per intrattenere il pubblico a notte fonda mentre contano i voti chiamano i migliori ospiti della serata: Vecchioni e il Mago Forrest.

Finalmente bandiera della Romania, classifica in cui non si capiscono le posizioni e sigla karaoke.
Che sta serata è durata più del governo Letta.

Voci di corridoio dicono che sabato arrivi Salvini, felice che dopo Carlo Conti finalmente al festival sia tornato un presentatore bianco. Sanremo agli italiani!
All’anno prossimo.

 

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